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UNA GARA DA 15MILA EURO, PER ACCATASTARE MAP DELL’ESERCITO E GDF


stampa pagina 21 settembre 2015

2622

Una gara a procedura ristretta da 15mila euro, per accatastare i moduli abitativi provvisori dell’Esercito alla Caserma Rossi e presso la Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza a Coppito. Ma di questa storia si capisce poco. Tutto si ricollegherebbe all’Ufficio centralizzato per gli Espropri, cioè le circa 6mila particelle catastali occupate per pubblica utilità all’indomani del sisma e 25mila aventi diritto che aspettano di essere indennizzati. Un ufficio guidato e gestito da Antonio Gabrielli con un co. co. co., altamente specializzato da 90mila euro l’anno. Gestione intorno alla quale c’è tutto un mondo che ha ripreso a muoversi, visto che quell’ufficio fu composto nel 2013 da 16 unità lavorative, più tre recenti, reperite dalla Manpower srl con contratti a tempo. Su quelle selezioni non poche furono le polemiche relative ai nomi dei candidati individuati e prescelti, alla Manpower, individuata tra le altre agenzie interinali, è stato prorogato l’incarico ancora una volta fino a fine mese, e vediamo come si mette, considerato che anche Gabrielli è in scadenza a fine mese e potrebbe essere sostituito dopo le varie proroghe contrattuali avute, è stato infatti pubblicato un bando che cerca un candidato qualificato. L’Ufficio espropri appena insediato nel 2013, valutò in circa 181milioni e mezzo di euro gli indennizzi da liquidare, dissero che avrebbero dovuto fare in fretta perché la legge obbligava le liquidazioni entro cinque anni dall’occupazione per pubblica utilità, termine scaduto nel 2014, ma prorogato dal Consiglio comunale aquilano di due anni, scadrà quindi nell’aprile del prossimo anno, ma con le pratiche sono a caro amico. Mi chiedo se qualcuno controlli la gestione e l’impostazione di questo ufficio, dal quale dipendono anche gli espropri del cratere e al quale lo Stato ha fornito una dotazione finanziaria di 80milioni di euro, liquidati agli aventi diritto solo in minima parte. Non è sfuggito, l’indennizzo di circa mezzo milione di euro già pagato per Pontignone, la cava ex Teges, dove sono state portate le macerie, individuata senza gara ad evidenza pubblica, dall’allora assessore all’Ambiente Alfredo Moroni, con i buoni auspici del sindaco Cialente. Su quella brutta storia, la magistratura non ha mai fatto chiarezza. Ma comunque non ho capito cosa c’entri la gara da 15mila euro per accatastare gli alloggi temporanei dell’Esercito e della Guardia di Finanza. Fabrizi, il responsabile Usra, la motiva nel seguente modo, siccome “l’Ufficio centralizzato Espropri opera presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila, si rende necessario procedere all’accatastamento dei Map della caserma Rossi e della Finanza” oltre alle “operazioni per servitù di passaggio di sotto servizi”. E siccome l’Usra e l’Ufficio centralizzato espropri (ma da quando si occupano di accatastamento?) non hanno risorse utili, fanno una gara da 15mila euro, iva esclusa, per i passaggi necessari. La questione è nebulosa e trattandosi dello Stato, tra Esercito e Guardia di Finanza, bisognerebbe capirne di più e perché deve pagare l’Ufficio speciale per L’Aquila.


Alessandra Cococcetta




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