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FONDO GAMMA “DEDICATO” ALL’AQUILA PUO’ ESSERE “DIROTTATO” SU ALTRI SCOPI?
stampa pagina 22 settembre 2015
Tornano (al mittente?) 20milioni di euro destinati all’acquisto di appartamenti in “social housing” da acquistare all’Aquila, da dare in locazione (per poi passare a riscatto) ai richiedenti aquilani terremotati, nel completo disinteresse generale. Si tratta dell’ormai famoso “Fondo Gamma dedicato” che, con buona parte di fondi pubblici, avrebbe dovuto acquistare immobili per darli, dietro convenzione con il Comune, a nuclei familiari inseriti in una graduatoria stilata a seguito di un bando emanato dall’Amministrazione comunale. E non è vero, come qualcuno ha voluto asserire, che gli appartamenti “sociali”, all’Aquila non servono. A smentire quanto detto, basti vedere la graduatoria contenente ben 220 richiedenti.
Non è vero inoltre che il Sindaco Cialente sia preoccupato di come si siano messe le cose, perché la “triade”, capeggiata da lui stesso, è stata parte attiva a che il Fondo Gamma, cambiasse improvvisamente indirizzo, rivolgendo la propria attenzione all’acquisto dell’immobile ex Inail, appena demolito e ricostruito.
Perché diciamo questo? Perché Cialente e la sua ciurma ha tentato più volte di cambiarne in Giunta la destinazione d’uso, da direzionale a residenziale. Un “affaire” da 20milioni di euro che puzza di bruciato lontano un miglio, tanto da indurre i consiglieri comunali a non votarlo.
A questo punto ci dicano quelli del Fondo Gamma Immobiliare, di IDeA Fimit Spa e “Innovation Real Estate”, il “vero” motivo per cui si sono tirati indietro. Dicano tutti insieme, compresi quelli della “triade”: Cialente, Pezzopane e Lolli, che fine abbia fatto la convenzione stipulata tra il Fondo Gamma ed il Comune e come si concilia il “preliminare” stipulato con Finleonardo Spa, proprietario dell’immobile in Corso Federico II. “Lorsignori” debbono delle spiegazioni all’opinione pubblica, agli aquilani terremotati ed alla stampa ma preferiscono ritirarsi nel loro lascivo guscio, per poi rispuntare…dopo la prima pioggerellina.
Perché un Fondo “dedicato” non può scomparire da un momento all’altro, ed è legittimo chiedersi: perché la dotazione di 20milioni di euro rinveniente, tramite il D.P.C.M. dall’Inpdap, è confluita in un Fondo gestito da una società privata controllata dal Gruppo De Agostini. Un privato senza possibilità di controllo e verifica degli investimenti. Cosa ne pensano gli amministratori dell’Inpdap? E la Corte dei Conti? E la Procura della Repubblica? Ne parleremo nuovamente.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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