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MOROSITA’ PROGETTO CASE, TRANSAZIONE SULLA STRADA DELLA PROCURA


stampa pagina 22 settembre 2015

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Rischia l’invio alla Procura regionale della Corte dei conti, la delibera con cui Cialente ha scelto di transare con la Banca Sistema spa le morosità sui consumi Enelgas del Progetto case e map, trasferendo di fatto sul Comune dell’Aquila, quindi su tutti i cittadini aquilani, un debito di 9milioni 177mila: sette milioni e nove di bollette, più gli interessi. Stamattina se n’è discusso in commissione garanzia e controllo, convocata dal presidente Raffaele Daniele per chiarire i contorni di una soluzione transattiva che diventerà un debito fuori bilancio certo, da pagare diluito nel tempo. In pratica se le rate su cui s’è accordato Cialente, 32 rate mensili da 271mila 183 euro e rotti, non saranno saldate con gli introiti dal Progetto case, toccherà pagare agli aquilani: tasse più alte e meno servizi, non si scappa. Alla Banca Sistema, che ha avuto il credito dall’Enelgas, hanno garantito che pagheranno comunque e il conto è presto fatto. Una brutta storia che viene da lontano, fin da quando Massimo Cialente, che avrebbe dovuto ricandidarsi alle elezioni del 2012 per il secondo mandato, per non contrariare l’elettorato decise di non inviare le bollette, ed anche per questo è stato condannato con gli assessori Moroni e Pelini e la dirigente Del Principe, dalla Corte dei Conti per danno erariale. Ed il danno continua. Il presidente del collegio dei revisori dei conti, Antonio Bizzarri, non ha mai visionato i termini della transazione, e secondo Daniele, che ha citato il Testo unico, avrebbe dovuto esprimere un parere obbligatorio, quindi una volta viste le carte, potrebbe scegliere la via della Procura della Corte dei conti, mentre il segretario generale Pirozzolo, oltremodo raffinato nel vigilare sugli atti pubblici, si sente nel giusto perché quella transazione non è “ancora” debito, quindi firmare l’accordo ed inserire nel bilancio in previsione d’entrata, 9milioni 177mila euro sarebbe assolutamente congruo e legittimo. In un solo anno, incassiamo milioni su bollette vecchie di anni? Se così non dovesse essere, spetterà accertarlo alla dirigente responsabile De Paulis e ai revisori, e a quel punto, quale consigliere di maggioranza gli potrebbe negare l’alzata di mano, al riconoscimento di un debito diluito a dosi di 272mila euro circa, se l’alternativa alle morosità, sarebbe stato il pignoramento all’amministrazione? Il problema è che per onorare questa transazione, bisognerà attingere dalla cassa corrente, dai soldi degli aquilani, e sarà solo l’inizio, perché dopo i 9milioni e 177 mila euro dal 2011, fino al settembre 2014, ci sono altri arretrati che corrono ed un’altra banca che già bussa alla porta della dirigente De Paulis, la quale, poco avvezza allo scaricabarile del pubblico, non si rende conto di quale responsabilità personale pazzesca s’è accollata. Ha lasciato la seduta con una tremenda emicrania, visibilmente provata senza saper dire nemmeno chi pagherà per gli alloggi vuoti, visto che con la nuova norma dei metri quadrati, in vigore dalla fine del 2014, potremmo pagare una somma, che il consigliere Ettore Di Cesare, non smentito, ha quantificato tra i 300 e i 400mila euro. Un debito fuori bilancio certo ed evitabile, checché ne argomenti Carlo Pirozzolo. L’amministrazione è alla deriva, resta nell’elenco nero dei morosi per cui gli allacci pubblici costano il 40% in più e nonostante la transazione, sempre morosi restiamo, perché tanto paga Pantalone, cosa gliene importa di farci uscire dal libro nero di chi non paga? E intanto Cialente continua indisturbato con scelte personali e convenienza politica, doveva vincere le elezioni nel 2012, ed eccoci alla deriva finanziaria.


Alessandra Cococcetta




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