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CENTRALE A BIOMASSE, LA REGIONE ASPETTERA’ LA PRONUNCIA DEL TAR
stampa pagina 23 settembre 2015
Sono stati sentiti nel pomeriggio di oggi in commissione territorio, Domenico de Nardis, dell’Avvocatura comunale, la collega Cristina Gerardis, direttore generale della Regione Abruzzo, con il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, e la dirigente comunale incaricata della pianificazione, Chiara Santoro, per valutare alla presenza dei comitati civici, i contorni della recente sentenza del Consiglio di Stato che di fatto spiana la strada all’apertura dei cantieri per la centrale a biomasse nella zona est della città. Un’opera fortemente avversata dalla popolazione del luogo, autorizzata in conferenza dei servizi alla Futuris spa, solo qualche settimana dopo il devastante sisma del 2009, senza che la comunità ne sapesse nulla, né i consiglieri comunali ne sapessero di più. La società spinge per portare avanti i propri affari, avendo le carte dalla sua, mentre i comitati civici, che dovranno pagare pesanti spese giudiziarie per aver cercato di far valere i propri diritti alla scelta, corrono contro il tempo per vedere cosa si può fare ancora, per impedire che quell’opera sia realizzata. Pietrucci ha chiesto alla Gerardis di valutare un’eventuale moratoria, visto che l’area dove andrebbe realizzata la centrale è fortemente antropizzata, soprattutto dopo il sisma ma la dirigente non farà nulla, finché il giudizio pendente al Tar, della Futuris contro la Regione Abruzzo, che nel frattempo ha ritirato l’autorizzazione a realizzare la centrale in autotutela, non si definisca. La società non ha chiesto la sospensiva, quindi non può aprire i cantieri ed iniziare i lavori ma ha impugnato l’atto chiedendo i danni, sia alla Regione che al Comune. Entrambi gli enti avevano concesso le autorizzazioni necessarie, in un iter tecnico voluto da Cialente e Moroni e ancor prima dalla presidente Pezzopane e mai nessuno di loro, ha informato la gente, la comunità del luogo e gli aquilani tutti, sulle biomasse, l’inquinamento prodotto e con quanta facilità si possono trasformare dalla normativa europea in ordinari inceneritori, dopodiché l’opinione pubblica s’è espressa diversamente, anche la normativa sulle zone alluvionali è cambiata e la questione ha assunto altri contorni. Il Consiglio di Stato è stato però chiaro, de Nardis non trova appigli tecnici per rivalersi contro un giudizio già definito e la inquadra allo stesso modo la Gerardis, la quale, se non vedrà l’esito del giudizio, non muoverà un dito. Peraltro il fatto che la Futuris non abbia chiesto la sospensiva al Tar, potrebbe significare che ha cambiato idea, probabilmente incasserà il danno cagionato da tanta confusione istituzionale e via. Nel frattempo, le eccezioni sollevate con tenacia da Antonio Perrotti, ex dirigente regionale e membro del comitato contro la centrale, per le quali dal punto di vista edilizio e tecnico la Futuris comunque non starebbe a posto, non troverebbero per il momento spazio, resta infatti il titolo giudiziario, cioè la recente sentenza, che ha dato alla Futuris ogni ragione.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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