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PROGETTO CASE E MAP, TRA SGOMBERI E MOROSITA’ FIOCCANO LE DENUNCE
stampa pagina 24 settembre 2015
Tra i morosi del Progetto case e map risulterebbero anche un paio di consiglieri comunali, dipendenti dell’ente e perfino vigili urbani. Persone tutt’altro che socialmente fragili, che hanno lo stipendio o percepiscono il gettone di presenza, e che per il ruolo che hanno dovrebbero essere cacciate dagli alloggi, prima di tutti gli altri. Dagli sgomberi in corso spuntano situazioni sempre più imbarazzanti, ad alcune famiglie di lavoratori è stata tolta l’acqua calda ad agosto, ma ancora non chiedono il riallaccio: ci vivono davvero in quella casa? In altri alloggi non hanno trovato gli assegnatari, ma nipoti o parenti, oppure gente con case agibili in affitto, che pure abita queste case senza titolo, in altre da due o tre persone massimo, ci vivono in dieci: che facciamo una novella Scampia? C’è qualcuno che se ne preoccupa? La situazione non è sotto controllo, tant’è che gli uffici continuano a rimettere denunce ai Carabinieri, senza sapere più che pesci prendere, mentre una città intera rischia di dover pagare il debito milionario di consumi e canoni su alloggi assegnati per lo più a lavoratori che possono, sfatiamo il mito della maggioranza delle fragilità sociali, e professionisti agiati che alla minaccia di sfratto, hanno cacciato sei o settemila euro sull’unghia. Forse a questa politica che amministra la città con arroganza, non è stata sufficiente la condanna per danno erariale della Corte dei Conti, tra gli altri l’assessore Fabio Pelini, che ancora non riesce ad aggiornare il sito istituzionale sulla situazione alloggiativa, almeno quel poco che trapelava, fermo al 25 settembre 2013. Hanno iniziato a tamponare le morosità, ma poi gli toccherà rintracciare quanti hanno riconsegnato l’alloggio e non hanno mai pagato: quanti sono, decine o centinaia? E decine di famiglie continuano a riconsegnare quotidianamente gli alloggi. Quante sono? Cosa accadrà? Può un ente andare verso il collasso generale senza nessuna responsabilità? Il settore dell’assistenza alla popolazione non ha nulla da dire, nulla da certificare, non ne sa nulla. Dietro l’angolo c’è l’ombra del dissesto finanziario perché la dirigente incaricata Enrica De Pauilis, potrebbe aver autorizzato un falso in bilancio, iscrivendo in entrata, entro quest’anno, 9milioni e 177mila euro derivanti dagli introiti del Progetto case e Map, dovrebbe pagarci 32 rate ad una banca che ha acquisito il debito sui morosi da Enelgas, ma se entro l’anno non li incameriamo, dal primo gennaio comincerà la conta del debito fuori bilancio milionario, a carico di tutti gli aquilani, del quale sarà direttamente responsabile la De Paulis, per danno erariale all’ente. Chi pagherà? L’elenco degli alloggi liberi o in manutenzione è fermo a due anni fa, non dicono quanti ne hanno assegnati e a chi, quanti ne dovrà pagare il Comune perché vuoti o perché dati in uso ad associazioni. Sarà difficile venirne a capo con la chiusura di un settore ermeticamente retto dall’assessore Fabio Pelini, di Rifondazione comunista. Ben inserito nell’andamento ondivago e leggero di una Giunta, che “ritira” le ordinanze di sgombero dei morosi, con un atto “d’indirizzo urgente” e “interno”, con cui “dice” di sospendere gli sgomberi ai redditi Isee fino a 7mila euro da ricalcolare. Redditi da presentare entro ottobre. Un’ordinanza si ritira con un’altra ordinanza, con provvedimenti scritti non con le chiacchiere e i giochetti dello scaricabarile che non serviranno a cambiare una realtà economica e finanziaria disastrosa, di cui arriverà il secondo conto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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