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Comune

PRECARI, PROROGA PER I PROSSIMI MESI. LISTE CIVICHE: DAL COMUNE SCARSA ATTENZIONE


stampa pagina 25 settembre 2015

Villa Gioia

La vicenda dei lavoratori precari del Comune sembra giungere a lieto fine, almeno per i prossimi mesi. La risposta del Ministero del Lavoro appare chiara e inequivocabile sulla possibilità di proroga dei contratti e l'Amministrazione non potrà decidere diversamente.
Non ci fosse stata l'attenzione sulla decisione di chiudere degli asili nido comunali, di cui contrastammo da subito la scelta, e soprattutto la lotta determinatissima dei lavoratori, sicuramente oggi parleremmo di famiglie senza stipendi, di asilo nido chiusi e di servizi pubblici peggiorati. Insomma vale sempre il detto che "la lotta paga".
Fin dall'inizio infatti l'Amministrazione ha prestato scarsa attenzione alla questione dei precari come se avesse già deciso per loro un futuro di disoccupazione a vantaggio di chissà quali altri scopi e piani occupazionali.
Non può sfuggire che ad ogni spiraglio per giungere alla positiva chiusura della vertenza, l'Amministrazione invece di cogliere ed esplorare le opportunità abbia fatto del tutto per chiudere immediatamente le porte.
E' successo con la conferenza stampa sugli asili in cui si annunciava la chiusura e l'esternalizazzione del servizio quando la sera prima era uscita una circolare della ministra Madia che perlomeno apriva delle porte. Nemmeno il tempo di studiarla con attenzione e di porre quesiti: l'unica soluzione era esternalizzare.
E' successo con il Decreto Enti Locali: se veramente si aveva a cuore il destino dei precari, la richiesta di parere al ministero competente non sarebbe stata inviata solo qualche giorno fa, con i lavoratori in presidio sotto al Comune, ma ci si sarebbe mossi immediatamente dopo l'approvazione del Decreto che risale al primi giorni di agosto.
Perché ci si è comportati in questo modo costringendo alla lotta i precari con tanto di accampamento notturno? Perché non si tiene mai nella giusta considerazione la dignità delle persone siano essi cittadini che accedono ai servizi o lavoratori precari?
Si è fatto vivere un dramma ad una sessantina di lavoratori e alle loro famiglie che per settimane hanno temuto per il proprio futuro. Poteva e doveva essere evitato, gli strumenti normativi erano già tutti a disposizione se solo si fosse voluto. Ma forse se tutto ciò si fosse fatto ad agosto, come era giusto, non se ne accorgeva nessuno. Un atto dovuto allora diventa straordinario e risolutivo. E i lavoratori sono grati per quello a cui avrebbero comunque diritto.
Ricordiamo che alcuni servizi, si pensi al sociale, vanno avanti con scarsità di mezzi e risorse per l'abnegazione di gran parte dei lavoratori. Anche di quei
precari che si volevano mandare a casa (per chi in una casa vera ha la fortuna di viverci).

 

Gruppo consiliare “Appello per L'Aquila che Vogliamo”




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