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OLTRE 200 TITOLI, PER DECURTARE INDENNIZZI SU TRASLOCHI E BENI MOBILI
stampa pagina 25 settembre 2015
Sono poco più di duecento, i titoli esecutivi con i quali l’amministrazione comunale dell’Aquila ha già avviato la rivalsa sui morosi dei Progetti case e Map, sottraendo dagli indennizzi attesi per i beni mobili ed i traslochi, le somme non pagate all’ente per gli alloggi. Per questioni di privacy i dati sono top secret, ma è certo che questi titoli saranno notificati agli aventi diritto, proprio nel momento in cui sono arrivati i fondi per pagare una parte di quelle pratiche. L’azione contro i morosi riguarderà in questa prima fase 220 alloggi circa, di morosi totali, dal 2010 al 2013, gente che non ha mai pagato, saranno chiusi i rubinetti, riescono in media a chiuderne dieci al giorno per circa 360 appartamenti previsti, in genere messi i rubinetti la gente s’affretta a pagare, a quel punto gli chiedono di saldare fino al 2015, altrimenti i sigilli non saranno tolti. Dopodiché passeranno ai morosi parziali, sempre dal 2010 al 2013, mentre risulta un altro dato ancora per cui la Gran Sasso Acqua spa non sta chiudendo l’erogazione ai morosi, nonostante la percentuale di chi non paga sia alta, lo sanno anche loro dai contatori, ma non chiudono i lettori. Nel frattempo continuano ad arrivare i rubinetti per chiudere le erogazioni di acqua calda e gas ordinati dal Comune, il cui costo si aggira intorno ai 125 euro l’uno, se il Sindaco Cialente avesse voluto agire da subito contro tali pesanti morosità, avrebbe potuto farlo senza grossi impegni finanziari, l’ennesima riprova che ha voluto chiudere entrambi gli occhi sull’invio della bollettazione e sui solleciti ai morosi, per questioni puramente politiche ed elettorali. Mettere insieme queste informazioni, con gli sgomberi in alloggi dove spesso non si trovano gli assegnatari, ma nipoti di aventi diritto, figli con compagne non aventi diritto e tanti casi anomali segnalati ai Carabinieri, si capisce bene come la gestione dell’assistenza sia proprio sfuggita di mano. Anche perché il Comune per i consumi attuali non sta pagando, le banche a cui Enelgas continuerà a cedere i crediti, a ricominciare dall’ottobre 2014, si metteranno in fila a chiedere soldi subito minacciando altrimenti il pignoramento. Ma come potranno arrivare questi soldi subito, se stanno chiudendo il gas ai morosi dal 2010 in poi in questi giorni? Come farà la dirigente De Paulis, che ha firmato l’impegno ad una transazione per questi debiti, a pagare la prima rata con scadenza 30 settembre 2015? Trentadue rate in tutto che s’è impegnata a pagare, così ha firmato, a prescindere dal fatto se incasserà o meno, condizione, quella dell’incasso, prescritta dal settore economico e finanziario e necessaria per non creare un danno erariale all’ente. Visti i presupposti, bisognerà cominciare a fare i conti perché la Corte arriverà di certo per la seconda volta.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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