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OPERAZIONE EX ONPI, IL COMUNICATO DELLA QUESTURA DELL'AQUILA
stampa pagina 30 settembre 2015
In corso di esecuzione da parte della Polizia di Stato la notifica ad un Funzionario del Comune dell’Aquila di un’ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio. Il reato contestato è induzione indebita a dare o promettere utilità.
Su disposizione della Procura della Repubblica dell’Aquila la Polizia di Stato (Squadra Mobile e Sezione di p.g. c/o la Procura – aliquota Polizia di Stato) sta eseguendo la notifica della misura interdittiva suddetta, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari (Dr.ssa Guendalina Buccella), nei confronti di un Funzionario Comunale per induzione indebita a dare o promettere utilità, reato previsto all’art. 319 quater del c.p..
L’Ex Direttore pro tempore dell’Istituzione C.S.A (Centro Servizio Anziani), ex O.N.P.I. (Opera Nazionale Pensionati Italiani) ubicata a L’Aquila in via Capo Croce 1, nonché attuale coordinatrice della medesima struttura, organo strumentale del Comune dell’Aquila, è indagata per aver indebitamente indotto un imprenditore, titolare della Ditta di facchinaggio e traslochi denominata “Logistica & Servizi”, a darle 1.000€, con la promessa estorta di farsene dare altri 100 o 200, palesandogli, in caso contrario, l’interruzione dei rapporti lavorativi tra la predetta istituzione pubblica e l’azienda in questione.
L’imprenditore, G. (cognome) B. (nome) anch’egli indagato, aderiva alla richiesta consegnando in contanti i soldi richiesti e promettendo di consegnare a breve altri 100 o 200 €.
I gravi indizi di colpevolezza sono stati desunti:
- dall’esame della documentazione acquisita presso il Comune dell’Aquila
che evidenzia una richiesta di preventivo alla ditta “Logistica & Servizi” del luglio 2014, che in pari data, consegnava l’offerta per il trasporto e rimontaggio del mobilio pari ad euro 13.500,00 + iva; con determina sempre di luglio 2014, la direttrice affidava alla ditta suddetta i lavori di trasporto, revisione e rimontaggio del mobilio di 36 camere del corpo D, per un importo di 13.500,00 + iva; con determina del novembre 2014 veniva liquidata la fattura emessa dalla ditta per un importo di euro 16.470,00 iva inclusa; nel marzo 2015 la Direttrice inviava alla ditta una nuova richiesta di preventivo per i lavori di revisione e montaggio di una porzione di arredi depositatati presso la sede A.S.M. in località Bazzano, all’interno di mini appartamenti ubicati al piano terra dei corpi D e Z dell’immobile ex ONPI“, assegnazione già prospettata al titolare con largo anticipo;
- dall’esame della documentazione bancaria
sono stati eseguiti i necessari riscontri sugli estratti conto del c/c dell’imprenditore dai quali si è rilevato che:
il 21.11.2014, pochi minuti prima che annunciasse alla direttrice che l’avrebbe raggiunta a casa, il titolare della ditta aveva prelevato dal bancomat dell’Ufficio Postale – L’Aquila, di questa via della Crocetta, la somma di euro 200,00, lo stesso posto dove incontrerà il pubblico ufficiale il giorno della dazione di 10.000,00 €uro;
il 20.11.2014, l’uomo, dal c/c acceso presso la Banca del Fucino, aveva prelevato la somma di 800,00 euro;
il giorno 19.11.2014, dal suo c/c aveva prelevato da uno sportello bancomat la somma di €uro 250,00;
il 10.12.2014 l’imprenditore ha versato (e non prelevato), proprio in quell’ufficio postale, luogo di incontro con la direttrice, la somma di 1.000,00 €uro: è quindi provato che l’uomo in quel luogo ed a quell’ora aveva la disponibilità di denaro contante (di cui una parte versato alle Poste ed una parte consegnata alla donna).
- da testimonianze
tra cui le dichiarazioni spontanee dello stesso imprenditore indagato (rese durante la perquisizione domiciliare da lui subita nel corso delle indagini);
- dal contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali
che hanno evidenziato l’esistenza di un rapporto monetario tra i due, in cui il prestatore d’opera doveva consegnare del denaro, peraltro in contanti, alla direttrice; dal tono e dai riferimenti usati, la funzionaria allude anche ai possibili futuri lavori da assegnare all’imprenditore direttamente, ovvero senza gara pubblica o comparazione di prezzi; l’uomo riceve indicazioni su come compilare correttamente la fattura in modo da incassare rapidamente il corrispettivo di 13.500,00 €uro più iva, deliberato dal pubblico ufficiale con propria determina dirigenziale, incasso che effettivamente avverrà il 18.11.2014, con un bonifico di euro 16.466,31; il sincronismo tra le conversazioni telefoniche ed il giorno in cui è avvenuto l’accredito dei fondi sul conto corrente del titolare della società e soprattutto il prelievo di 200,00 euro dal bancomat di via della Crocetta, effettuato pochi minuti prima, lascia immaginare che anche il 21.11.2014, l’uomo potrebbe averle consegnato del denaro considerato che la proposta era quella di consegnarle le somme un pò alla volta; altra visita a casa e di sera era in programma il 10 dicembre 2014, allorquando la donna ha preferito uscire subito dall’abitazione per raggiungere l’uomo all’ufficio postale ove quest’ultimo le ha consegnato 1.000,00 €uro; il colloquio intercettato prosegue con una battuta/avvertimento velato del funzionario comunale che rimarca all’imprenditore l’eventuale interruzione dei loro futuri rapporti di lavoro se questi non pagherà.
A parere della Procura e del G.I.P., non aderire alle richieste economiche del Pubblico Ufficiale avrebbe comportato per il titolare della ditta, quale conseguenza negativa, la perdita dell’opportunità di essere incaricato per l’esecuzione di lavori futuri: la sua piena adesione alle illecite richieste e il conseguente gradimento che ne derivava, determinava il proseguimento del rapporto lavorativo e il conferimento di nuovi incarichi: d’altro canto l’uomo nulla fa per opporsi alla volontà del Funzionario e ne segue dettagliatamente le indicazioni, preoccupato, evidentemente, per le conseguenze negative che una qualunque forma di diniego avrebbe comportato: in ogni caso se da un lato subisce le pressioni illecite del pubblico ufficiale che lo inducono al versamento di 1.000 €uro, dall’altro ricava un concreto vantaggio dall’adesione a tali pressioni: trascorsi tre mesi dalla dazione di quell’importo, infatti, il 20.03.2015, l’uomo riceveva una nuova richiesta di preventivo per ulteriori lavori, venendo così mantenuta fede all’illecito patto. I fatti sono avvenuti a L’Aquila il 10 dicembre 2014. Sono attesi a strettissimo giro ulteriori sviluppi su altri ipotesi di reato commesse.
(Fonte: Ufficio stampa Questura dell'Aquila)
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