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PRECARI, L’ENTE TRABALLA MA LA GIUNTA CIALENTE FORZERA’ LA NORMA
stampa pagina 1 ottobre 2015
Per favorire il rinnovo del contratto ai precari del Comune dell’Aquila, si rischia di forzare la norma, esponendo l’ente ad un danno erariale che pagherebbero i cittadini aquilani. E non si può non essere intellettualmente onesti. La funzione pubblica non ha certificato da nessuna parte che il Comune, prorogando o rinnovando i loro contratti oltre i 36 mesi consentiti dal Jobs act, non sarebbe esposto alle vertenze di questi lavoratori che a quel punto, lo dice la legge, non avendo avuto il tempo indeterminato, avrebbero diritto ad un risarcimento di almeno dieci mensilità ciascuno, e parliamo di una sessantina di dipendenti: chi paga? La dirigente responsabile del personale Ilda Coluzzi, ha dato parere negativo paventando il danno erariale, il dirigente del settore economico e finanziario Fabrizio Giannangeli ne ha preso atto e non poteva essere diversamente, e la Giunta Cialente, incalzata da tutti i lati, ha chiesto un parere all’Avvocatura comunale per poter andare avanti comunque. Ci sarebbe già un secondo parere che dice sì, volendo prorogate pure, perché c’è la deroga per il sisma, ma dovete dimostrare che queste persone sono “insostituibili”, “infungibili”, per usare l’insostituibilità giuridicamente riconosciuta, cioè solo loro possono svolgere quel lavoro che garantisce continuità all’attività di ricostruzione post sisma. E’ più che chiaro come sia impossibile, senza voler togliere nulla ai lavoratori, dimostrare che una maestra d’asilo, ad esempio, un operaio generico oppure un impiegato del settore tributi possano essere “insostituibili”. Che farà la Giunta? Sono certi che le deroghe per il sisma introdotte con legge ordinaria, non siano di fatto superate dal successivo Jobs act? Se decidessero di andare avanti, il prevedibile danno erariale lo dovrà pagare chi voterà la delibera di rinnovo, e Nicola Trifuoggi non è per niente d’accordo per tutta questa serie di ragioni. D’altra parte il parere dell’Avvocatura, oltre che confortare la politica in una decisione ardita, quella di andare contro il parere della Coluzzi che non attesta, secondo l’articolo 147 bis del Tuel “la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa”, non potrà avere altro valore di salvaguardia per alcuno. La politica sceglierà di andare avanti contro tutto e tutti, dovrà forzare la mano alla “correttezza dell’azione amministrativa”, sostenere “l’infungibilità” con nessuna certezza ministeriale circa il danno erariale dietro l’angolo, e farebbe tutto questo nel momento in cui la legittimità si sfalda nella bufera giudiziaria che potrebbe travolgere il segretario generale Carlo Pirozzolo, colpito da un avviso di garanzia per corruzione ed è il massimo garante della legittimità degli atti dell’ente. A svolgere le funzioni di segretario comunale, c’è ora il vice de Nardis, già dirigente capo dell’Avvocatura. E’ un brutta forzatura ancorché benevola verso i lavoratori, forse non avranno nulla da temere da future azioni giudiziarie ed erariali, ma non può continuare a funzionare così, nel totale spregio di ciò che potrebbe accadere domani all’ente.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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