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BANDO PER LA DEL PRINCIPE: “IO NON VOGLIO PIGLIARE NEANCHE UN LIBRO”
stampa pagina 2 ottobre 2015
Per Patrizia Del Principe erano stati chiesti i domiciliari. Una personalità spiccatamente incline a delinquere, si legge nell’ordinanza interdittiva con la quale l’hanno sospesa da qualunque incarico pubblico, ma non l’hanno arrestata. Assolutamente schiaccianti, le pressioni sul segretario generale Pirozzolo perché truccasse il concorso che lei avrebbe dovuto vincere, per la direzione all’ex Onpi. Gli fa avere le materie che avrebbe dovuto mettere nel bando “devo mettere qualcosa che non… sanno”, riferendosi agli altri eventuali candidati. “Glielo vuoi mandà per messaggio” gli chiede il figlio, riferendosi all’appunto pronto per Pirozzolo, e la Del Principe “no, gliela porto a mano” “mo ce la porto”. Si era confrontata con un amico del suo stesso campo, Gianni Di Giacomantonio “…materie tue e mie che sappiamo solo io e te o meglio solo tu e che nessuno potrebbe sapere”. Quelle materie saranno inserite nel bando, che Pirozzolo firmerà il 3 dicembre 2014. La Del Principe voleva vincere senza studiare “sta commissione…sta commissione… io non voglio pigliare neanche un libro…io vado a casa e secondo te me metto a piglià i libri…pe studià!!!!”. Cerca di condizionare anche la commissione d’esame, nel corso di una conversazione Antonio Ruggeri propone “uno dondolo (uno scemo) …uno che non fiata, non parla e se fa i cazzi se”. La Del Principe avrebbe voluto Di Giacomantonio, ma nel frattempo Trifuoggi, saputo dell’articolo su L’Editoriale che denunciava il fatto che quel bando fosse cucito su misura per la Del Principe, richiamò gli amministratori affinché il bando fosse “vero”, minacciando le proprie dimissioni. Era il 14 gennaio 2015. In seguito, Giovanni Di Giacomantonio non fu incaricato nella commissione d’esame, mentre la Del Principe, unica su quattro concorrenti a passare lo scritto, non passò l’orale, perché non ritenuta idonea a rivestire l’incarico, per mancato raggiungimento del punteggio minimo richiesto. Quei pochi punti che poi la Del Principe disse che almeno gli potevano essere regalati da Pirozzolo, visti tutti i favori che gli aveva fatto, compreso l’incarico alla Valenza. Comunque andrà l’inchiesta, la facilità con cui si mesta nei concorsi e si truccano i bandi e l’arroganza con cui la Del Principe, dirigente di fiducia del Sindaco, già all’assistenza alla popolazione, vuole vincere senza neanche studiare, suggerirebbe se non altro un minimo di riflessione amministrativa, ma al momento, il Sindaco Cialente, non ha avuto ancora niente da dire a riguardo. Un silenzio che più che imbarazzare inquieta, perché chi sa quali altarini si potrebbero nascondere dietro una totale indifferenza ad una bufera giudiziaria che pure nel 2014, per molto meno, scatenò un putiferio nell’amministrazione. Invece oggi, calma piatta, forse perché aspettano la bufera che li travolgerà definitivamente, con l’avviso di garanzia in viaggio per Cialente.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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