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CORTE DEI CONTI, METRO E PRECARI: QUANDO CHIEDERE I PARERI AIUTA
stampa pagina 5 ottobre 2015
Il parere chiesto alla Corte dei Conti sulla proroga dei precari, fa il paio con quello chiesto per la metro, per liquidare 6milioni di euro all’imprenditore Iannini, quando la Procura aveva già aperto un fascicolo in merito e non si sapeva più come tornare indietro. Anche stavolta la Corte non potrà che dire le medesime cose, non potrà dire cosa fare ad un ente, se poi dovrà controllarne l’operato e le scelte. Ma è così, dentro il Comune dell’Aquila le cose si chiedono solo quando fanno comodo, per il resto non si teme la Corte e si rimpalla con facilità. Come quando la dirigente al personale Ilda Coluzzi, rimpallò all’Avvocatura il chiarimento su una presunta incompatibilità tra il contratto a tempo determinato col Comune dell’Aquila di Daniela Valenza, ed il contestuale co.co.co con un ente strumentale della stessa amministrazione, l’ex Onpi. Quella stessa Avvocatura dove la professionista prestava il proprio servizio: non aveva risposte di ordinaria amministrazione a riguardo la Coluzzi? Evidentemente no, mentre su questo doppio contratto c’è stata un’omertà generale. Ed è proprio quel contratto per il quale il segretario generale Carlo Pirozzolo, avrebbe fatto delle indebite pressioni sulla Del Principe, in cambio del posto da direttrice da vincere all’ex Onpi, per assicurare il quale avrebbe turbato il bando. Ma perché Pirozzolo avrebbe dovuto agevolare quella persona così vicina al Pd? Carlo Pirozzolo è stato al fianco di Cialente in questioni spericolate come la transazione sulla metro con l’imprenditore Iannini, per la quale presenziò riunioni informali tenute a Villa Gioia, nella sede comunale, a ricostruire le quali viene fuori che stavano per liquidare 6milioni di euro, senza ancora sapere se in sede giudiziaria, pendono ancora dei procedimenti, Iannini avrebbe avuto diritti da vantare. E’ tutto agli atti di verbali resi pubblici dalle audizioni della prima commissione, che lo stesso Cialente richiese perché non sapeva come uscirne, ma se la cavò col “provvidenziale” e prevedibile parere della Corte dei conti. Pirozzolo non è mai mancato nel rogito degli atti della politica, neanche quando sui debiti fuori bilancio mancavano i nomi dei dirigenti che li avevano causati con la loro inerzia, molto presente nelle pressioni su Paola Giuliani, perché affidasse direttamente, senza gara, alla Scs Azioninnova spa, l’incarico di rivedere il piano esagerato per la gestione del Progetto case da 9milioni di euro, che la stessa Scs aveva redatto. La Giuliani non si piegò all’indirizzo della Giunta e alle pressioni indebite del segretario, ed è tutto verbalizzato agli atti della quinta commissione del 28 ottobre 2013. Ed è ancora Carlo Pirozzolo, ad aver favorito la legittimità della transazione da 9 milioni di euro con la Banca Sistema spa, a cui Enelgas ha ceduto il credito sulle morosità del Progetto case, per le quali Cialente, ha già una condanna per danno erariale, ma quella transazione è blindata e ben confezionata, perché se dovesse diventare danno erariale, pagherà solo la dirigente che l’ha firmata. Pirozzolo è un uomo più che di fiducia del sindaco, che d’altra parte si giocherebbe la carriera sull’onestà intellettuale e sull’operato del segretario generale. Chi al posto suo non farebbe altrettanto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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