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DUE PESI E DUE MISURE, BETTI LEONE NON FU COSI’ MORBIDA CON RIGA
stampa pagina 6 ottobre 2015
L’inchiesta Do ut des, costrinse l’assessore e vice sindaco Roberto Riga alle dimissioni, aveva ricevuto un avviso di garanzia. Così come Mario Di Gregorio fu messo da parte, senza sapere ancora come sarebbe andata a finire, si dimise per finta Massimo Cialente, lasciando la città nelle mani dell’assessore Betti Leone la quale, in attesa del commissario prefettizio, si lasciò andare a dichiarazioni ferree: “I capi d'accusa che emergono dall'inchiesta non hanno a che fare con il sistema della ricostruzione, ma con il dolo di singoli. Io - dichiarò - non posso parlare per il passato ma in questa consiliatura il Comune de L'Aquila è stato il primo a varare un regolamento anticorruzione ed è un regolamento serio, che settore per settore mette in guardia i funzionari su dove sono i rischi”. Aveva già il giudizio in tasca, la Leone parlava di “dolo dei singoli” non c’era garantismo nelle sue parole, ma fermezza dura e pura. Ne dev’essere passata molta di acqua sotto i ponti se oggi è pronta a reintegrare Carlo Pirozzolo, il garante della legittimità degli atti del Comune e dell’anticorruzione di cui è capo, prima ancora che si definisca la delicatissima vicenda che lo vede coinvolto. Pare la bocca del Sindaco, l’assessora Leone. Già vice sindaco di Cialente al posto di Riga, poi messa da parte senza troppi complimenti per consentire l’ingresso in politica del magistrato Trifuoggi, vice sindaco al suo posto per garantire legalità e pulizia, ha perso quell’intransigenza, s’è piegata: non riuscirebbe più fare a meno del ruolo? Cialente vuole a tutti i costi Pirozzolo? Lei lo segue come un’ombra, non pensa più con la testa di un partito, Sel, di cui è parte ed espressione. La corruzione, i settori, l’accusa di aver truccato un bando di concorso a carico di Pirozzolo, sono cose a cui la città deve fare il callo, “loro”, la politica, si fida di Pirozzolo e così sia, basta con i paletti, giusto il fardello dei due pesi e delle due misure, perché anche Riga aveva ricevuto un “semplice” avviso di garanzia, ma evidentemente l’anticorruzione è solo per pochi e non per tutti. In quella bufera giudiziaria riuscirono a trasformare l’evento delle finte dimissioni in puro folklore, quando in una manifestazione al Castello, inscenarono un gioco dei ruoli per cui furono gli aquilani, giusto i fedelissimi, a chiedere a Cialente di restare. Oggi è diverso. Cialente non parla, non strilla, non ingiuria più chi gli va contro, sta dietro le quinte, preme e trama per avere di nuovo in casa Pirozzolo, si fida ciecamente, ci metterebbe tutt’e due le mani sul fuoco sulla sua lealtà, (a saperlo, il perché) potesse farlo fuori quel Trifuoggi, lo caccerebbe senza troppi complimenti tanto lo sta intralciando nei suoi disegni. Ma non lo può fare e chi sa che l’ex magistrato, non diventi l’unico vero ostacolo a questo Sindaco che tutto può permettersi ormai.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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