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BOLLETTE PROGETTO C.A.S.E., MAGLIOCCO SCRIVE A TRIFUOGGI
stampa pagina 8 ottobre 2015
Sig. Vicesindaco dott. Trifuoggi, mentre ascoltavo una sua intervista nella quale richiamava la sua missione a salvaguardia della legalità nel Comune dell'Aquila, mi è venuto in mente che un suo fattivo intervento potesse essere utile a dipanare la matassa di incongruenze proprie della delibera n. 261 del 10/07/2015, relativa alla proposta di "transazione" del debito contratto con Enel. Una delibera assunta in sua assenza ma che le costerà poca fatica approfondire, laddove dall'08/07/2015 al 10/07/2015 tutto è stato perfezionato: proposta, pareri, delibera.
Ma veniamo ai fatti: la delibera attesta dati e cifre false! C'è, in data 10/07/2015, l'adesione da parte del Comune ad una rendicontazione, datata 08/07/2015, di banca Sistema che il Comune stesso riconosce "falsa" in data 27/07/2015 con nota prot. N. 066979, laddove chiede una rimodulazione del debito per pagamenti già effettuati e non contabilizzati dal fornitore e/o dalla banca che ha ricevuto la cessione del credito, pagamenti avvenuti prima del 10/07/2015. Si ammette quindi, da parte del Comune 15 giorni dopo la cosiddetta transazione che la certificazione del Comune stesso accettata e sottoscritta era "falsa", così come "inesatta" era la attestazione di banca Sistema.
Ancora, il credito vantato dalla banca nei modi nei quali è stato richiesto non è riscontrabile, quindi non certo. È il segretario generale del Comune che lo afferma con nota n. 95399 del 16/12/2013. Ma la dirigente sottoscrive che gli importi pretesi dalla banca sono integralmente dovuti, salvo poi smentirsi successivamente laddove si richiedono correzioni per importi non dovuti. Ci si chiede, pertanto, come possa un segretario comunale sostenere la irriscontrabilità dei conti e contestualmente portare in giunta una delibera nella quale si riconosce che gli importi sono integralmente dovuti. Pertanto, anche sui pareri espressi la invitiamo a fare approfondimenti.
Da ultimo, e non in termini tecnici la invitiamo a suggerire a Cialente maggiore prudenza. Il Comune, infatti, nella delibera 261, autocertifica di essere stato moroso per diversi anni e lo stesso dicasi per ADSU, Provincia e Università. Cialente che ben fa a richiedere il recupero del non pagato (che peraltro rischia di ricadere su tutti gli aquilani) dovrebbe farlo però in modo meno saccente, ricordandosi che un Comune moroso la prima pietra la scaglia ma con maggior garbo!
Alfonso Magliocco
Coordinatore NOI CON SALVINI- L'Aquila
Il pungiglione
Taccuino
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