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A CIALENTE LA SOLIDARIETA’ DI QUATTRO CONSIGLIERI, BRUTTO SEGNO
stampa pagina 9 ottobre 2015
Non è un buon segno, la solidarietà di quattro o cinque consiglieri Pd al periodaccio che attraversa Massimo Cialente, mentre il partito ed il resto del gruppo, dieci eletti in tutto, restano in silenzio. Potremmo quasi dire che Cialente è sfiduciato: è solo e con una macchina che non funziona, se arrivasse un commissario al posto degli eletti, non avremmo grossi scossoni, continueremmo così, a vagare. E’ finita la politica se un partito come il Pd, l’erede di maggioranza della sinistra, esce pubblicamente dimostrando che non c’è unità, che si preferisce attendere, che la cosa è poco chiara e che le inchieste per corruzione, che investono il segretario generale Pirozzolo, garante della legittimità degli atti, ed una dirigente incaricata, la Del Principe, è giusto che facciano il loro corso. Dunque è con estrema cautela, che dovranno valutare un ritorno all’ordinario con un Pirozzolo in sella, come se niente fosse. Massimo Cialente ha con sé un pugno di consiglieri, ma dovrà fare i conti con il resto dell’Aula, anche se potrà contare su quelle ombre dell’opposizione che tacciono, guardano e magari lo appoggerebbero se servisse a farlo restare in piedi. La crisi di maggioranza fa la muffa in un cassetto, Enrico Perilli, di Rifondazione comunista, si tiene stretta la commissione territorio e tira avanti senza dare nell’occhio. Il resto della maggioranza, scontenta, dopo la bufera del rinnovo dei precari, sulla pelle dei quali certa politica ha cercato di lavorare a proprio vantaggio, rimane per cercare di capire cosa accadrà, nell’attesa che Cialente esca da questa apatia amministrativa che non potrà certo tenere, se reggerà, fino al 2017. C’è poi l’opposizione, che non sa più come avvinghiarsi alla questione dei precari, da cavalcare per un ritorno elettorale, senza avere elementi credibili per cui apprezzare una loro battaglia. Sono delle schegge, non d’intelligenza, ma impazzite nell’ambizione futura di nuovi spazi elettorali, perché dei precari interessa molto poco, a chi si sta battendo il petto senza argomenti. Siamo immobilizzati, la bufera giudiziaria in atto ha stravolto troppi equilibri, non sanno più che pesci prendere, sembra paradossale perfino parlare di azione di rilancio di governo o di come scegliere quattro punti da realizzare fino al 2017, comunque la giri, sembra sempre una grossissima presa per i fondelli per una città allo stremo. D’altra parte Cialente deve restare a galla, c’è una ricostruzione da fare ancora nei centri storici, non può traballare proprio ora, mentre c’è tutto un mondo di guadagni ed affari che attende il proprio turno, sponsorizzato dalla politica che non cambia.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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