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SGOMBERO PROGETTO CASE, CIALENTE SCARICA SUGLI UFFICI E NON FIRMA
stampa pagina 12 ottobre 2015
Sempre più spesso, la Giunta Cialente affila una serie di atti d’indirizzo, con cui prova a “gestire” l’ente senza assumersi responsabilità. Sarebbe interessante capire dove finisce la buona fede. Uno degli ultimi riguarda una “decisione”, con la quale avrebbero voluto sospendere lo sgombero dei morosi dal Progetto case e Map, ai nuclei con reddito Isee inferiore ai 7mila euro, in attesa del ricalcolo giusto dei canoni. C’erano state delle falle nella comunicazione dell’assessorato all’Assistenza alla popolazione, per cui non tutti i cittadini avevano saputo per tempo come fornire i loro redditi e così Cialente, invece di firmare un’ordinanza per sospendere gli sgomberi forzosi, e prendersi le sue responsabilità, ha provato a farlo fare agli uffici. I quali a loro volta, gli hanno detto di no. Sarebbe stato un vero e proprio danno erariale, senza che la politica si sporcasse le mani più di tanto con la firma di un’ordinanza, scaricando di fatto ogni scelta sulla gestione, cioè sulla dirigenza. E’ chiaro che dopo la condanna per danno erariale sulla mala gestione dei Progetto case e Map, Cialente si muove con cautela, eppure non è ancora riuscito ad avere un elenco certo di famiglie svantaggiate a cui applicare dei canoni equi. Perfino la Corte dei conti, nella motivazione della sentenza di condanna, sottolineò la superficialità amministrativa nel non voler sapere quanti nuclei avrebbero dovuto essere socialmente protetti, ed anzi il Sindaco, in quei giorni dal dibattimento in attesa della sentenza, provò a giocarsi proprio questa carta, inventando che in realtà molti nuclei non potevano pagare, per questo il Comune aveva accumulato quel debito milionario. Quando in realtà, il debito lo aveva causato la sua indifferenza, perché non aveva mai cercato il dato sociale sugli assegnatari, pochissimi rispetto al totale, ed il suo tornaconto elettorale, per cui dal 2009 non inviò mai bollette e canoni da pagare, perché c’era sempre una tornata elettorale da affrontare. L’ultima nel 2012 con la quale iniziò il suo secondo mandato, forte del voto delle migliaia di famiglie che non potevano che considerarlo benevolmente. La politica gioca a piacere con la dirigenza, e se ne infischia di procurare eventuali illegittimità, a volte ci riesce, altre no. Non c’è riuscita con gli sgomberi, perché poi col cavolo, che Cialente ha firmato un’ordinanza di sospensione; non c’è riuscita coi precari, per i quali, pensava bastasse un atto d’indirizzo per il rinnovo, ed una norma, che non ha specificato la deroga al Jobs act, per la quale nessun dirigente, si sarebbe assunta una responsabilità erariale da pagare di persona. Tantomeno la Giunta, che dovrebbe cominciare a muoversi con i piedi di piombo, senza lo scaricabarile, visto che la dirigenza anche alla luce delle inchieste in corso che vedono coinvolto il segretario generale Pirozzolo per corruzione, sempre più a fatica sarà manipolabile.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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