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CIALENTE, CON LE MANI…… SCOTTATE
stampa pagina 14 ottobre 2015
Massimo Cialente, ignora pubblicamente l’inchiesta in corso su Carlo Pirozzolo e la sua dirigente di fiducia Patrizia Del Principe, sospesi dai loro pubblici uffici in attesa che chiariscano le accuse di corruzione che li ha travolti. Pirozzolo è il capo dell’anticorruzione del Comune dell’Aquila, garantisce la legittimità degli atti ed è stato anche consulente esperto dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, ruolo che ha lasciato con dimissioni volontarie il primo ottobre scorso. Un incarico evidenziato sul sito dell’Usra, ma completamente dimenticato sul sito della trasparenza dell’amministrazione, quando per legge, devono essere pubblici incarichi e collaborazioni. Domenico de Nardis, capo dell’Avvocatura, potrà sostituire Pirozzolo per pochi giorni, dopodiché dovrà essere scelto un nuovo segretario, possibilmente specchiato, che possa garantire il Comune terremotato, dove circolano miliardi e dove la legittimità di ogni scelta dovrà essere visibile a chiunque lo voglia. Cosa che in questi anni né Cialente né Pirozzolo, hanno assicurato. Ed il fatto che non se ne parli, in quello che resta della coalizione, che la maggioranza non sia stata neanche chiamata a pronunciarsi, che non si discuta su come andare avanti e che strada perseguire nella delicata scelta futura, benché spetti al Sindaco, è un segno incredibile dei tempi, dove una scossa di questa portata non lascia strascichi. Per non parlare dell’opposizione che non esiste, se non come stampella a Cialente quando serve. Secondo alcuni osservatori, Ignazio Marino non è riuscito a comunicare con la gente, se solo avesse pulito le strade, raccolto i rifiuti e rattoppato le buche, i romani sarebbero stati con lui, tanto è l’abbandono della capitale. Marino si è dimesso ma non potrà tornare indietro perché è il suo partito, il Pd, che non lo vuole più, Cialente si è dimesso tante di quelle volte, ma il suo partito, il Pd, che pare non volerlo più, se lo deve tenere, troppo destabilizzante mandarlo a casa con un terremoto di mezzo. Gli aquilani si sarebbero accontentati di strade percorribili, meno buche, parcheggi e una viabilità sufficiente al quotidiano, e quanto lo avrebbero apprezzato, dopo il nubifragio di oggi, che ha rischiato di affondare diverse auto rimaste in panne nelle vie allagate, anche perché tombini e scarichi sono occlusi da anni, segno che la città è abbandonata a se stessa. Si sente in ogni angolo, nel centro storico, quando manca anche il minimo da garantire ad un vivere civico dignitoso, diventa tutto normale, ci si rassegna alle strade, al degrado e alla corruzione. Mentre Cialente, che nell’inchiesta ha messo entrambe le mani sul fuoco per Pirozzolo, evidentemente se l’è scottate.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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