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LA COMODITA’ DELLA DOPPIA MORALE
stampa pagina 26 ottobre 2015
La seduta odierna del Consiglio comunale, si è aperta su precise domande di Ettore Di Cesare, Apl-Lcv, al Sindaco Cialente, e cioè, se è vero che si respira una brutta aria, quali sarebbero i gruppi d’interesse che la città fatica ad arginare, chi avrebbe dovuto difenderci e da cosa. Non ha risposto. Ha detto che ci saranno tanti soldi da gestire anche nella ripresa economica per cui c’è chi mesterebbe nel torbido per i propri affari, ma non ha aggiunto una parola sulle questioni di casa propria. Intanto l’avviso di garanzia dal quale dovrà trarre le dovute conseguenze. Quelle che ha dovuto trarre l’allora vice sindaco Roberto Riga, per l’avviso di garanzia sull’inchiesta Do ut des per cui fu costretto alle dimissioni, e quelle che ha dovuto trarre Mario Di Gregorio, quando lo stesso giorno in cui gli fu recapitato l’avviso di garanzia, l’8 gennaio 2014, Carlo Pirozzolo, l’allora segretario generale dell’ente, firmò una sospensione dall’incarico dirigenziale già prorogato come anche ai colleghi a fine dicembre. E così fu. A distanza di poco, il recente avviso di garanzia a Pirozzolo per corruzione e la sospensione dal pubblico ufficio da parte della magistratura, Cialente lo ha sminuito con un non me lo filo proprio, perché ci metto entrambe le mani sul fuoco sull’onestà del “mio” segretario. Le doppie, triple, quadruple e quintuple morali di Massimo Cialente e seguaci, avvelenano una città che ha bisogno invece di capire e sapere, e non di mettere la polvere sotto il tappeto, come l’avviso di garanzia al Sindaco di cui lui stesso è a conoscenza. E non può certo rimetterci l’informazione. La locandina di un noto quotidiano di sabato scorso, tirava in ballo Cialente, perché Tancredi, lo ha tirato in ballo. Semplice. Ed è stato scritto sulla base di atti che non sono segreti, ma al contrario pubblicabili e leggibili dall’opinione pubblica, che potrà anche non essere giuridicamente all’altezza di un commento adeguato, ma è sicuro che leggere un Tancredi che dice “Faccio saltare l’amministrazione”, non indica nei rapporti tra gli attori, e cioè tra Cialente e Tancredi, formalità e distanza, fosse stata anche solo una minaccia politica e non giudiziaria. Dal canto loro è comprensibile prenderla male, se si è abituati a locandine e articoli sparati con pipponi celebrativi delle gesta di Massimo Cialente, per poi dover ingoiare il rospo di una zampatina alle gengive, su un’inchiesta tutta da ragionare. Anche e soprattutto da parte dell’opinione pubblica. Di doppia morale ha parlato a ragione De Matteis quando negli anni novanta, erano consiglieri Cialente, Benedetti e la Pezzopane, e l’allora Sindaco Lombardi fu travolto da avvisi ed esposti da cui poi uscì indenne, ma lo misero sotto, e la ruota gira, come ha detto De Matteis. Dunque se la stampa li mette sotto oggi, in una delle rarissime volte e in una città silente ed indifferente, mi pare il minimo dire che gli tocca. Ogni allusione di Cialente a poteri forti, gruppi di pressione che farebbero uscire notizie dalla Procura, paventate prescrizioni sull’inchiesta Do ut des, lascia il tempo che trova: il Sindaco, non ha fatto nomi. Quella stessa inchiesta ha molti attori ed imprese, le cui testimonianze faranno tremare i polsi proprio alla politica che oggi minimizza. Al clima pesante, aggiungerei il buio sull’opacità delle conversazioni che ha avuto il Sindaco in questi anni con gente inquisita e chiacchierata, ma lui, è come se non avesse mai parlato al telefono, e probabilmente non se ne saprà mai nulla.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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