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A MANTOVA, CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA, UN MILIONE DI EURO
stampa pagina 28 ottobre 2015
E’ Mantova, la Capitale italiana della Cultura 2016. Ce l’ha fatta sulle finaliste Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni, non ci sono stati litigi, la commissione è stata unanime: Mantova, una città di provincia di neanche 50mila abitanti, avrà un milione di euro per realizzare il suo progetto. Quello presentato con un bando la scorsa primavera, al quale la nostra città, rappresentata per la cultura dall’assessore Betty Leone, non ha ritenuto di dover partecipare. Ci avrebbero sostenuto, fin dalla candidatura a Capitale europea della Cultura, se solo avessimo puntato ad un progetto di riqualificazione del centro storico, che coniugasse arte ed architettura ai tempi sostenibili nel quotidiano, almeno così consigliò l’Ocse, avendo considerato che nel centro aquilano, prima del sisma, c’erano uffici, direzionale e commercio. Non ci hanno neanche provato. Con una mossa senza precedenti, l’allora assessora Pezzopane, ideò un pappone di centinaia di pagine che portò a Roma per dire la nostra sfida siete voi, ricostruiteci la città, e poi la cultura la respirerete da voi nelle nostre bellezze. Che vergogna. Da allora solo una china discendente, quel bando della scorsa primavera per tentare una nuova carta, oltre al milione di euro, avrebbe riportato una nuova visibilità al mondo, avremmo potuto correre su una filiera virtuosa per intercettare altri fondi, dall’Ue, altri progetti. Niente da fare. L’Aquila è destinata a scomparire, sarà imbalsamata con le istituzioni storiche che foraggiano salvandole da morte sicura, senza garanzie di nuova vita. Le piccole cose che nascono non hanno alcuna opportunità perché la politica signorotta che ci governa, neanche le vede, condannandole ad una fine certa. Torniamo giusto a vivere con i grandi eventi, che organizza sempre qualcun altro e L’Aquila non ha nel proprio dna. Anzi sì. I Cantieri dell’Immaginario. Un milione e mezzo calato dall’alto per tre anni, per sperimentare un grande evento perfino contro legge, perché hanno foraggiato quelle stesse istituzioni del Fus, Fondo unico per lo spettacolo, che per questo non possono prendere anche risorse da Progetti speciali, appunto quello dei Cantieri, hanno chiuso tutti un occhio per ritrovarci quest’anno, il primo in cui camminare con le proprie gambe, con soli 20mila euro di finanziamento pubblico, perché il progetto presentato era giusto all’altezza di una cosetta di paese evidentemente. L’aggravante è che hanno garantito con le briciole, lo stesso cartellone per cui avrebbero speso circa mezzo milione di euro, restano però tutti in sella, l’assessora Leone e la direzione artistica di Massena, al quale nessuno ha chiesto le dimissioni. Né ci ha pensato ed anzi, l’amministrazione lo ritiene un grande evento a prescindere, come se facesse parte della propria pianificazione per cui lo finanzierà di diritto ogni anno, tagliando le gambe a qualsiasi altra possibile proposta artistica di livello.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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