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COMUNE ALLA PARALISI POLITICA E AMMINISTRATIVA, SIAMO AL CAPOLINEA
stampa pagina 29 ottobre 2015
L’attività politica e amministrativa al Comune dell’Aquila è paralizzata. Si sono impaludati con il rinnovo dei precari che ancora non vede la luce, ed è probabilmente da quel momento che Nicola Trifuoggi ha preso le mazze in mano, ma non ne indoviniamo il ruolo. Ex magistrato e vice sindaco con delega tra le altre alla trasparenza e alla centrale unica di committenza, quella che dovrebbe governare gli appalti, non lo abbiamo sentito mai, se non da quando cavalca la questione dei precari, il cui contratto non è rinnovabile contro il parere del dirigente al ramo, e contro legge, ma comunque è da quel momento che si sarebbe messo pubblicamente di traverso. La Giunta Cialente non riesce ad andare avanti. Carlo Pirozzolo, segretario generale dell’ente ed indagato per corruzione neanche si nomina più, meglio aspettare, ma non passa più un atto. Perché nessuno è più certo di nulla ed ogni cosa sa di illegittimità? Da parte sua Trifuoggi ha voglia di emergere? Ambizioni elettoralistiche? Sta commissariando di fatto Cialente? Entrò in Giunta nel gennaio 2014, quando all’indomani dell’inchiesta giudiziaria Do ut des avrebbe dovuto garantire la legalità nell’ente. Il Sindaco ha recentemente dichiarato che arrivò per “dare una mano”, di fatto non la sta dando ma Cialente è stranamente all’angolo. Avrebbe fatto fuoco e fiamme contro chiunque altro, lo avrebbe defenestrato pubblicamente senza la minima gentilezza istituzionale e invece con Trifuoggi fa sempre una parola di meno. Chi sa per quale ragione, questo sindaco appare sempre meno libero di agire, di fare e di amministrare una città disastrata come L’Aquila. Non è facile inquadrare l’ex magistrato, troppo preparato e d’esperienza per farsi cogliere impreparato su qualsiasi strategia stesse portando avanti. Il fatto è che non ci muoviamo proprio, le commissioni non si riuniscono perché Cialente, dopo la tranvata presa col suo uomo di fiducia Pirozzolo e l’altrettanto sua dirigente incaricata di fiducia, Del Principe, entrambi indagati e sospesi per corruzione, non riesce più a fare un passo. Parla di non meglio specificati poteri forti che vorrebbero controllare la città, alludendo ai circa 300 milioni di euro da gestire nella ripresa economica, ma nel frattempo vive blindato, domani il governatore D’Alfonso illustrerà nella sua Pescara le strategie della programmazione europea per il prossimo settennio, gli unici fondi economici a disposizione e da intercettare per avere un po’ d’ossigeno, ma nel capoluogo non sanno nemmeno di che parliamo. Si vive d’isolamento, si continua su questa strada mentre andiamo giù a rotoli, dalla ripresa alla ricostruzione, dal rientro nei centri storici al disastro del Progetto case e della disgregazione sociale, non c’è una solo cosa fatta bene o ben impostata per dare una prospettiva di rinascita vera alla città. Non una, non un buon progetto, zero.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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