All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
CIALENTE SI RALLEGRA PER L’ANNULLAMENTO DELLA “MISURA CAUTELARE” NEI CONFRONTI DEL SEGRETARIO GENERALE CARLO PIROZZOLO ANCHE SE RESTA INDAGATO
stampa pagina 13 novembre 2015
Siamo scaduti nel ridicolo più totale. Con la dichiarazione sul caso Pirozzolo, Cialente ha toccato il fondo. È vero, il Tribunale della Libertà dell’Aquila, in Camera di Consiglio, ha annullato l’ordinanza del g,i,p, del Tribunale di L’Aquila nella parte in cui applicava la misura cautelare della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti del Segretario Generale del Comune dell’Aquila, Carlo Pirozzolo.
Ma c’è poco da stare allegri ed essere felici, come questo sindaco dice di essere, in quanto Carlo Pirozzolo era e resta indagato in relazione al reato di cui all’art. 353 bis, c.p. in quanto “nella sua qualità di Segretario Generale presso il Comune dell’Aquila, avrebbe, in concorso con la coindagata Del Principe Patrizia, fatto in modo da predisporre un bando di concorso, per il posto di direttore del Centro Servizi per Anziani (ex Onpi), ente strumentale del Comune, inserendo quali materie di esame, quelle indicate dalla complice, in quanto dalla stessa preventivamente selezionate, turbando così la libera scelta del contraente da parte della Pubblica Amministrazione e favorendo, indebitamente, lo svolgimento delle prove di concorso da parte di Patrizia Del Principe”. In conclusione pur con l’esistenza di un illecito, ma con le circostanze attenuanti, è stata annullata la misura interdittiva. Tutte le altre accuse restano.
Ora noi vogliamo sperare che Carlo Pirozzolo riesca a provare la sua estraneità ai fatti e che sia prosciolto da ogni accusa. Siamo garantisti e crediamo alla presunzione di innocenza, fino a prova contraria.
Ma sin quando Pirozzolo non sarà totalmente prosciolto, c’è poco da esultare e da pretendere le scuse da alcuno.
Il Segretario generale Pirozzolo, vicinissimo collaboratore e uomo di fiducia sul quale Cialente mette le mani sul fuoco, è accusato di un gravissimo reato penale e di un delitto contro la Pubblica Amministrazione, punito dall’Art. 353 bis che recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032”. La Suprema Corte di Cassazione con una sentenza recentissima ritiene, quello che viene contestato al Pirozzolo, “reato di pericolo”.
Ed allora, caro sindaco, caro Massimo, caro Cialente c’è poco di cui rallegrarsi e nessuno vorrebbe essere nei tuoi panni. Non creda di prendere per i fondelli gli aquilani.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 923 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Musica per la città, appuntamento con i Solisti Aquilani
- Bando regionale per le Pmi, attivo sportello di Confesercenti
- Esercito, concorso per l'assunzione di quattro psicologi
- “Le città Medie nel Masterplan per il Sud”, anche Nencini all'Aquila
- I protagonisti di SpazioArte e Aionarte incontrano Papa Francesco col nuovo libro sulla Canonizzazione di Celestino V






.gif)
