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LA PREMIATA DITTA CIALENTE&TANCREDI
stampa pagina 18 novembre 2015
Il terremoto del 6 aprile 2009, oltre ai morti e alla distruzione, ha portato una montagna di euro mai visti all’Aquila. L’ingente cifra, finora quattro miliardi di euro, è di proporzione più adeguata al mercato americano che a quello italiano, tanto che la ricostruzione ha portato all’Aquila il cantiere più grande d’Europa, se non del mondo. Una montagna di denaro mai vista, i cui frutti sono finiti spesso nelle tasche degli imprenditori e di politici e faccendieri senza scrupolo. Tutto questo popò di denaro è stato per la gran parte amministrato da Cialente e dalla sua ciurma. Dallo scandalo della rimozione delle macerie (100milioni di euro) ai puntellamenti (220milioni di euro) dalla messa in sicurezza dei luoghi alla ricostruzione pubblica e privata, si è arrivati ai vari scandali degli affidamenti diretti, alle mazzette, alle assunzioni pilotate, allo scandalo dell’Accademia dell’Immagine, sono nate diverse inchieste da parte delle varie forze dell’ordine e della magistratura. Tutto o quasi è finito con un pugno di mosche, anche perché da parte della Procura e di alcuni magistrati si è usato il criterio dei “due pesi e due misure” che hanno portato il sottoscritto a scrivere al Capo dello Stato, nella sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, affinché mandi una ispezione nella Procura aquilana. Le inchieste hanno riguardato scandali ed illegittimità nella ricostruzione che hanno coinvolto imprenditori, professionisti, funzionari e dirigenti comunali, assessori ed ex assessori…mai, se non marginalmente, il sindaco Massimo Cialente, il cui silenzio e la cui assenza nella gran parte delle intercettazioni è quantomeno imbarazzante. Senz’altro colpevole, Cialente, nella vicenda scandalosa dell’affidamento della rimozione delle macerie, senz’altro colpevole per le varie vicende legate all’Accademia dell’immagine, senz’altro colpevole per la vicenda Tancredi. Continua ad insistere, Cialente, di non aver mai affidato a Tancredi il compito di seguire tutta la vicenda inerente le opere provvisionali (puntellamenti), assecondato da Tancredi, che continua a ripetere di non aver mai partecipato alle riunioni decisionali e di non aver mai visto gli elenchi delle ditte, né di averli mai ricevuti. Mente Tancredi, sapendo di mentire, perché fu lo stesso Prefetto Gabrielli ad inviarli a lui personalmente. “D’altronde se così non fosse – scrive ancora Tancredi - converrai che anche gli altri componenti di quella Commissione (Gabrielli, De Bernardinis e Basti) avrebbero dovuto essere indagati ed invece, come sai, non lo sono”. A proposito, mi domando e lo domando alla magistratura: come mai non sono stati indagati?
Eppure furono proprio le imprese contenute in quella piccola lista delle “magnifiche 32”, ad avere l’affidamento diretto, senza progetto e senza computo metrico, dei lavori maggiormente retribuiti. Ma Tancredi, su mandato di Cialente, ha fatto di più. In data 5 giugno 2009, con all’Oggetto: “Messa in sicurezza di manufatti edilizi in emergenza sismica: puntellamenti e demolizioni”, ha richiesto un incontro urgente “al fine di recepire indicazioni sulle linee guida da adottare per le attività specificate in oggetto, dal punto di vista tecnico ed economico”, a Luciano Marchetti (Vice commissario salvaguardia beni culturali), a Bernardo De Bernardinis (coordinatore Di. Coma. C) e, Udite …. Udite, all’on.le Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila. Se ciò non bastasse, fu lo stesso Tancredi, in sede di Commissione Consiliare “Garanzia e Controllo” dell’11 giungo 2009 a dire: “Prende la parola il comm. Tancredi per informare i Commissari presenti che, a seguito dell’approvazione del documento della V Commissione contenente l’invito rivolto al sindaco di riferire puntualmente in Consiglio Comunale lo stato della messa in sicurezza dei centri storici, il sig. Sindaco lo ha formalmente incricato di assolvere detto compito attraverso il conferimento di una specifica delega. Specifica, quindi, che si tratta di una delega priva di potestà decisionale avendo, semplicemente, carattere informativo. Continua riferendo che, a seguito di un confronto con l’ass. Lisi ed il dirigente Di Gregorio, ha preso coscienza della farraginosità dei meccanismi legati alla messa in sicurezza degli edifici a fronte della quale, l’ing Di Gregorio, nonostante la carenza di una struttura di supporto, ha operato con una capacità straordinaria. Continua riferendo che nella relazione sottoscritta dallo stesso, dall’Ing. Di Gregorio e dall’ass. Lisi, sono spiegate le attività in itinere, nonché è contenuta una fotografia degli strumenti logistici ed organizzativi a disposizione del Dirigete. Termina raccomandando alla Commissione di sensibilizzare quanto più possibile l’esecutivo com.le affinché crei una struttura capace di poter fronteggiare l’emergenza del momento. Riferisce, infine, di aver contattato l’Università di ingegneria dell’Aquila, la quale ha chiesto, per supportare il Comune nell’attività di messa in sicurezza dei centri storici, un compenso di 3 mila euro/ingegnere al mese.”
Insomma, Massimo Cialente, pur essendo l’artefice principale intorno al quale ruotano tutte le vicende della ricostruzione, non è mai responsabile di niente: era sempre in tutt’altre faccende affaccendato e se c’era, dormiva. Eppure, tutta la documentazione pubblicata da L’Editoriale è sicuramente in possesso della Magistratura, ma si continua a credere alle cialentate del sindaco, quando insiste nell’affermare che l’incarico a Tancredi è durato appena “poco più di 48 ore” e che l’incarico verteva solo “per i beni culturali”, essendo Tancredi “un esperto” della materia. Ma non facciamo ridere i polli.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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