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PELINI RIORGANIZZA LA QUALITA’ DI VITA AGLI AQUILANI: MA CHE FILM E’?
stampa pagina 18 novembre 2015
Fabio Pelini, assessore all’assistenza alla popolazione del comune dell’Aquila, informa la città che gli alloggi del Progetto case potranno andare anche a nuclei monoparentali o a chi, residente in altri Comuni, lavora nel capoluogo, ha la casa inagibile e quindi può trasferirsi in città, basterà fare la domanda entro il 10 dicembre prossimo. Pelini parla di riorganizzazione degli orari e dei tempi della città, di qualità della vita come farebbe un sempliciotto di paese ed ancora non illustra agli aquilani, il risultato delle promesse elettorali che fece Cialente nel 2012: almeno 200 alloggi agli universitari entro la primavera del 2014 e poi giovani coppie, precari, turismi e giovani creativi. Gli aquilani, oltre a sapere che l’assessore migliorerà la vita dei cittadini del cratere, sperano in un’occasione di rinascita per questi quartieri. Che non vuol dire assegnare due alloggi ad un creativo, quattro alle giovani coppie che vengono in assessorato, sette alle donne sole che vivono in famiglia, significa fare delle strategie pubbliche e trasparenti, con le quali dire alla città che ne sarà dei 19 quartieri dormitorio. Almeno a provarci. L’assessorato non informa più degli alloggi vuoti la città da molti mesi, non è in grado di calcolare le tempistiche con cui gli alloggi saranno liberati, perché nel frattempo saranno ultimati i lavori nelle case originarie e non è in grado di collegare questi dati così da predisporre una strategia che magari faccia sperare che uno o più quartieri, possano diventare cittadelle universitarie o periferie creative. La cosa peggiore è che spacciano delle loro scelte assessorili come un grande successo nel migliorare la qualità di vita di tutti. Non credo che Fabio Pelini abbia mai fatto un giro in questi quartieri soprattutto di sera, non credo che abbia mai fatto una passeggiata per quegli stradoni senza nome d’inverno come d’estate, di giorno come di sera, così da sentire nello stomaco la voragine dell’abbandono, la mancanza d’aggregazione, di socialità, di vita e d’incontro. Le richieste per aprire decine di attività nei 19 quartieri dormitorio, giacciono inevase negli uffici della pianificazione da anni, neanche un fornaio hanno fatto aprire, il degrado è sotto gli occhi di tutti, oltre al fatto che il debito di decine di milioni di euro causato anche dalle sue responsabilità amministrative, per cui è stato condannato dalla Corte dei conti per danno erariale, graverà sulle spalle di ogni aquilano, eppure trova le parole per fare un comunicato stampa, avrebbe dovuto dirlo a quattro amici al bar, per informare la città che riorganizza tempi e qualità di vita. Pelini ha un bisogno urgente di fare un giro per la città e per quei quartieri, possibilmente a piedi, giusto un bagno d’umiltà e due conti con la realtà.
Ale.c.
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