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CIALENTE ANCORA NON RECUPERA UN EDIFICIO PUBBLICO ED UNA VIABILITA’
stampa pagina 18 novembre 2015
L’Aquila ha la stessa viabilità di sette anni fa. Se non fosse stato per Bertolaso non avremmo neanche le rotatorie, mentre il raddoppio di viale Corrado IV, non è un progetto nato ora ma diversi anni prima il terribile sisma che ha distrutto la città. Quanto è fondamentale la viabilità lo vediamo ogni giorno, è sempre più difficile muoversi tra i mezzi pesanti della ricostruzione, eppure viale Duca degli Abruzzi, importante valvola di sfogo per il traffico dalla Fontana Luminosa a Belvedere, resta chiuso senza motivo. Il Ponte di Belvedere può funzionare dal 2009, fu da subito considerato sicuro, lo ha ribadito oggi l’Università, ma quel minimo di lavori da fare, c’erano i soldi, li fanno dopo sette anni. Hanno di nuovo aperto al traffico via Filomusi Guelfi, da Via XX Settembre alla Stazione a scendere, solo perché ha riaperto il primo lotto del Tribunale. In sette anni, Massimo Cialente non è stato in grado di fare nulla che migliorasse la città, neanche quel piano parcheggi a medio termine, che pure i pianificatori che paga per il Prg gli avevano consigliato, e infatti è una guerra quotidiana anche sui parcheggi, gli aquilani oltre ad avere una città distrutta, vivono in condizioni d’emergenza che restano le stesse dal post sisma. Parla solo di case, che non dipendono peraltro da lui, e non è stato ancora capace di rimettere in piedi una sola struttura di proprietà comunale. Come Palazzo Margherita, il palazzo di città, l’esempio principe del ritorno in centro storico per cui ha circa 6milioni delle Bcc dal 2009, ma è abbandonato da sette anni, non è stato capace di recuperare strutture da riqualificare pur avendo fondi disponibili da subito, basti ritrovare le carte nei decreti del commissario Chiodi. Ed è venuto meno una volta di più alle promesse agli aquilani, per cui assicurò che non avrebbe costruito e consumato suolo, ma avrebbe recuperato l’edificato esistente, ed invece s’appresta a fare praticamente sull’acqua, nell’ex sede dell’Autoparco, una struttura civica comunale da megalomane su cui spenderà 35milioni di euro, senza aver avuto l’elementare capacità di costruirci un ragionamento strategico intorno. Perché se ci sarà la cittadella giudiziaria, manca la viabilità, restano imbalsamati su Porta Barete quando avrebbero dovuto scegliere la riqualificazione subito, ma non lo fecero. L’unica struttura centralissima tornata funzionante, l’ex Liceo Scientifico a Santa Maria di Farfa, non ha ancora avuto una destinazione simbolo, di aggregazione per la cittadinanza intera, a parte l’Urban center per il quale dovremo accertare se si concretizzerà davvero, quel luogo partecipativo di scelte urbanistiche. Massimo Cialente è capace solo di prorogare i fitti passivi per le sedi comunali con l’imprenditoria aquilana, oltre due milioni di euro, la stessa cifra che pagavamo prima del terremoto, d’altra parte come avrebbero fatto queste ditte a continuare a gonfiare i loro portafogli, se Cialente avesse accettato la cittadella delle istituzioni a piazza d’Armi, che la Protezione civile gli avrebbe regalato nell’estate del 2009? Siamo al palo, inchiodati da un Sindaco imbarazzante che riesce a parlare solo di case, ma non è l’artefice neanche di quella ricostruzione, e per la città non ha prodotto altro che i fallimenti sulla ripresa economica e il danno erariale sul Progetto case.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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