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Ristrutturazione Opera Salesiana

CIALENTE HA SPINTO LA PRATICA


stampa pagina 19 novembre 2015

C’è stato oggi l’interrogatorio di garanzia per gli inquisiti Roberto Riga, ex vice sindaco e assessore all’urbanistica e l’imprenditore edile Massimo Mancini. Entrambi sono attualmente agli arresti domiciliari, che termineranno il 25 novembre prossimo, con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila, su presunte mazzette nella ricostruzione del complesso dell’Opera Salesiana, che vede coinvolte altre quattro persone: Paolo Aielli, Vittorio Fabrizi, Simone Lorenzini e Sandro Martini. Riga e Mancini hanno respinto ogni accusa, perché tutto si sarebbe svolto nel rispetto delle leggi in materia. “Al giudice – ha detto Riga - ho spiegato che non ho fatto nulla di mia iniziativa, c’è stata una proposta della Giunta comunale con una successiva delibera del Consiglio Comunale, su richiesta del sindaco Cialente, con una lettera inviata al dirigente del Settore Urbanistico”.

Ora aldilà se l’imprenditore Mancini abbia dato all’ex assessore Riga eventuali mazzette, saranno le indagini della Magistratura ad accertarlo e gli imputati avranno modo di dimostrare il contrario, non si capisce come mai, il sindaco Cialente, sia “nuovamente” estraneo ai fatti. Evidentemente si è usata la solita regola “dei due pesi e due misure”, quasi a dimostrare ancora una volta che “la legge” potrebbe non essere uguale per tutti. E di questo mi sono assunto la responsabilità di aver denunciato tutto al Presidente della Repubblica nella sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, con la richiesta di un’approfondita ispezione nella Procura aquilana.
Dalle indagini della Procura della Repubblica sarebbe emersa l’adozione di provvedimenti illegittimi in ragione del fatto che l’aggregato dei Salesiani, costituendo in realtà una struttura ad “uso misto”, avrebbe dovuto beneficiare di un contributo non superiore a 80mila euro e non gli oltre 28milioni di euro effettivamente erogati. Di qui l’imputazione per il reato di abuso d’ufficio al dirigente Vittorio Fabrizi e all’ex Capo dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Paolo Aielli che con il loro comportamento, avrebbero procurato un ingiusto vantaggio all’Opera Salesiana e all’impresa Mancini.
Bene. Anzi male…malissimo. Perché, pur avendo il sindaco Cialente scritto a Fabrizi l’integrazione degli elenchi degli interventi prioritari di ricostruzione del centro storico, (la lettera la pubblichiamo di seguito), aggiungendo la ristrutturazione dell’Opera Salesiana di San Giovanni Bosco (che sicuramente si starà rigirando nella tomba), nessuna indagine è stata aperta nei suoi confronti, per questo “scatto di reni” della politica sulla dirigenza, contro legge, e per sollecitare i lavori da 28milioni e mezzo di euro a favore dell’imprenditore Mancini, spesso ospite nelle sue stanze. E per aver prioritariamente voluto accelerare quel cantiere, nonostante pochi mesi prima avesse favorito un cambio di destinazione d’uso, una variante urbanistica di “routine”, come le chiama Cialente, per consentire la costruzione di una struttura nuova, ai Salesiani, stavolta ad uso pubblico, perché appunto la vecchia, ad uso pubblico anch’essa, era danneggiata dal sisma.

 

Peppe Vespa




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  • La lettera di Cialente a Fabrizi (.pdf - 337,29Kb)


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