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SPERIAMO CHE NON NEVICHI…
stampa pagina 23 novembre 2015
Con tutta la sua banda virtuale al gran completo, tra squilli di trombe e rullo di tamburi, il sindaco Cialente, lo scorso 4 novembre, ha presentato il “Piano neve 2015-2016”. “Siamo i più attrezzati”, ha esordito il sindaco e con viva e vibrante soddisfazione, ha presentato il vademecum messo a punto dall’Ufficio di Protezione Civile del Comune, diretto dal prode Vendrame. Peccato poi che il “piano” presentato da Cialente, esista solo sulla carta e forse… nella sua testa.
Basta dare una scorsa, infatti, alle “Disposizioni di Servizio ed Istituzioni Turni di Reperibilità”, messe a punto dalla dirigente Enrica De Paulis e dal responsabile del piano neve Eugenio Vendrame, per rendersi conto, caro sindaco, caro Cialente, caro Massimo che c’è poco da esultare e da essere soddisfatti.
Questo “piano” sarà una catastrofe e dobbiamo sperare che non nevichi…altrimenti, come soleva dire mio nonno senza mezzi termini, “saranno cazzi amari” per i cittadini aquilani.
Un “piano neve” con solo tre mezzi operativi (invece dei 13 solitamente in dotazione nel parco macchine del Comune), alla prima nevicata porterà alla paralisi la nostra città.
Ci domandiamo e domandiamo alla dirigente De Paulis, che pure aveva predisposto, con il tecnico Carlo Bolino, il piano neve 2014-2015, che fine abbiano fatto gli altri 10 automezzi che non figurano nell’attuale “piano neve”. Ci dicono che alcuni di essi sono fermi perché mancano pezzi di ricambio, che altri non siano stati revisionati e che altri ancora siano inservibili. A questo si aggiunga che alcune ditte private che operarono l’anno scorso ancora non sono state pagate e che alcuni autisti sono senza il rinnovo del contratto. Sembrerebbe addirittura, che il sale a disposizione sia assolutamente insufficiente.
Dica Cialente, ai cittadini aquilani, come farà in caso di forti nevicate e gelate, ad organizzare un servizio adeguato, soprattutto per gli ospedali, per le scuole, per gli edifici pubblici più importanti, per i complessi del Progetto case, per la città territorio e le frazioni. Un piano emergenza neve che si rispetti dovrebbe essere articolato in tre “semplicissime” fasi: fase di allerta nella quale escono i mezzi spargisale, per la salatura delle strade principali, di quartiere e di periferia; successivamente, se la neve dovesse superare i 3/5 centimetri, intervengono i mezzi spartineve; passata la nevicata va evitata la possibile formazione di ghiaccio, con una nuova messa in funzione di mezzi spargisale. La salatura infatti, lo sanno anche i bambini, non ha effetto sulla neve fresca. I bambini lo capiscono…Cialente no! Cosa riusciranno a fare con soli tre automezzi? Che Dio ce la mandi buona.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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