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E’ STATO CIALENTE A VOLERLO
stampa pagina 24 novembre 2015
Mi è stato recapitato in questi giorni l’ennesimo “avviso” conseguente l’ennesima denuncia-querela del sindaco Cialente nei miei confronti, con l’accusa del solito reato della solita diffamazione a mezzo stampa. Ossia il giudice ha ritenuto che la notizia di reato pubblicata dall’Editoriale non fosse vera a prescindere ed invece di aprire un’inchiesta al fine di accertare che le accuse rivolte nei confronti di Cialente fossero o meno vere, ha deciso di aprire un’inchiesta nei confronti del sottoscritto.
Non mi stancherò mai di ripeterlo, la Procura aquilana tutela in ogni occasione Cialente, mettendolo al di sopra di ogni sospetto.
L’ultima dimostrazione, se ancora vi fosse bisogno di dimostrarlo, è quella di aver incriminato Riga e Mancini anche per la vicenda dei lavori di ristrutturazione dell’Opera Salesiana di San Giovanni Bosco.
È bene fare una piccola storia della vicenda. Nel Decreto n. 24 (Primo programma di interventi prioritari), firmato dal Commissario Delegato per la Ricostruzione, Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, non figurava il “complesso” dell’Opera Salesiana, tantomeno la stessa figurava nel Decreto n. 71 (18 luglio 2011), di modifica al primo programma di interventi.
Se proprio vogliamo dirlo, negli stessi figuravano diversi immobili (ex Palazzo del Littorio sede OO.PP. Via Sassa – Teatro San Filippo – Palazzo Margherita – Teatro Comunale – Scuola De Amicis – Palazzo Signorini Corsi – Ex Convento S.Teresa e tanti altri che sarebbe noioso elencare e che, essi sì, avrebbero dovuto avere una priorità). Bene. Anzi male...malissimo. Perché Cialente (e solo lui), inopinatamente, “chiese” con una lettera, al Dirigente Settore Ricostruzione Privata, ing. Vittorio Fabrizi, di integrare “l’elenco” degli interventi prioritari di cui ai Decreti 24 e 71, con la ristrutturazione dell’Opera Salesiana Don Bosco. Ma come, quando nel 2012, in Consiglio Comunale, si deliberava “la realizzazione di un nuovo edificio per servizi con permesso a costruire in deroga” l’intervento “rivestiva” “carattere di pubblico interesse”, e quando s’è trattato di ristrutturare il vecchio immobile dell’Opera Salesiana, lo stesso è stato segnalato ed è diventato “casa privata”, in modo da prendere un finanziamento di oltre 28milioni di euro, invece degli 80mila euro al massimo che in effetti spettavano.
Tant’è vero che proprio per questo, sono stati indagati il dirigente Fabrizi e l’ex titolare dell’Ufficio Speciale, Paolo Aielli; entrambi accusati di abuso d’ufficio. E Cialente che è stato “il promotore” dell’inserimento? Come al solito Cialente se la cava, perché è protetto ed intoccabile.
Che poi i lavori siano stati affidati all’impresa Mancini…. è stato conseguenziale: già aveva il cantiere in opera ed “i salesiani”, come privati, hanno ritenuto di affidargli i lavori in modo fiduciario.
Parliamo pure delle mazzette (o prestiti?), mi sembra esagerato che per il primo affidamento, di circa 400mila euro, siano state versate all’ex assessore Riga, mazzette (o prestiti) per circa 56mila euro: un po’ troppo, non credete? Ma di questo parlerò prossimamente.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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