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SUBITO DUE MILIONI DI EURO ALL’ASM SPA: MUTI E PIPPA I “GIOVANI” DEL PD


stampa pagina 26 novembre 2015

Palumbo e Cialente

La discussione sul nuovo Piano regolatore dell’Aquila comincerà dalla seconda metà del 2016. Parola dell’assessore Di Stefano, che ha portato in Consiglio il documento preliminare, che non descrive affatto la città che avremo ed i correttivi per le tante storture urbanistiche, ma solo le cubature che mancano da fare, nonostante L’Aquila abbia già un patrimonio abitativo diffuso in disuso, e che fra qualche anno sarà di certo abbandonato. Grandi idee senza fare i conti con la realtà. E’ uscito ieri in seconda commissione il problema dei 107 capannoni provvisori a servizio delle imprese, da togliere, le centinaia di casette temporanee e quelle per le attività produttive, 19 nuovi quartieri da integrare con una città dispersa e socialmente alla frutta ed i tecnici del Piano, parlano di innovazione, del bando Rockefeller per 100 città, su progetti all’avanguardia, quando l’idea di una città in ricostruzione non c’è proprio. E mentre i tecnici siedono a tavolino, fuori si continua con la ricostruzione di scempi ed abusi, tollerando anche quelli nati dopo il 6 aprile. La seduta s’è aperta con la terribile denuncia di Vincenzo Vittorini sulla totale assenza della città, del Consiglio e della Giunta nel difficile percorso che ha portato all’ultimo grado di giudizio in Cassazione e alla condanna di Bernardo De Bernardinis, vice di Bertolaso, per cui lo Stato ha riconosciuto di aver sbagliato, portando a vita sulle proprie spalle, la responsabilità di 309 morti. Sarebbero stati oltre 20mila, solo se fosse stato un giorno qualunque della settimana, invece che una domenica delle Palme. Ma questo è stato. Vincenzo e chi si batte perché sia fatta giustizia resta solo, ma continueranno a combattere. Alle sue parole, non ha aggiunto nulla né il Sindaco Cialente né il presidente Benedetti, solo le scuse del consigliere Giustino Masciocco per aver dimenticato, e per il fatto che ricordiamo perfino il centenario del genocidio armeno, ma non più il sisma del 2009. La seduta era attesa per l’assestamento di bilancio per 18milioni di euro, di cui 5milioni, per fronteggiare crediti “di dubbia esigibilità” legati al Progetto case ed un emendamento al volo, presentato in mattinata, di “appena” 28milioni di euro. A parte la fiacca con cui riescono a portare in Consiglio e nelle commissioni competenti, decisioni e fondi noti da almeno dieci giorni, per traslochi e manutenzioni, è l’antidemocraticità di Massimo Cialente ad aver toccato l’apice. Ha deciso di girare 2milioni di euro all’Asm o alle partecipate non s’è capito bene, lo ha fatto stamattina, per renderla più forte così da aderire all’Agir, per pagargli una tranche del debito da 4milioni di euro di qualche anno fa, oppure per dargli la cassa, chi lo sa qual è la sua verità, le ha dette tutte insieme. Non gli è calata che il Pd, nella persona del capogruppo Palumbo, abbia chiesto, prima di votare, il passaggio domani in commissione bilancio, che ascolterà proprio l’amministratore unico Tordera, ma l’ha spuntata, tutti a coccia bassa, hanno votato sì e hanno votato oggi. Giusto Masciocco e Perilli non ci stanno, ma i numeri Cialente ce l’ha, assestamento entro oggi, alla faccia della democrazia. Tra le sue mille verità che non ne fanno mezza credibile, il Sindaco continua a trascinarci nell’unica cosa che si muove, peraltro esattamente com’era, il cemento. Di questo passo, Palumbo e compagnia di giovani e belli, scordino rinnovamento e quel minimo di protagonismo che li farebbe crescere politicamente. Muti e pippa verso il tramonto, soprattutto il loro.


Alessandra Cococcetta




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