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RICOSTRUZIONE: PRATICHE CHIUSE E DECENNI CHE CI VORRANNO
stampa pagina 4 dicembre 2015
L’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, annuncia che così come stanno andando le cose, e se le schede parametriche parte seconda saranno presentate secondo i tempi, potrà dire dopo quei 90 giorni, che la ricostruzione del centro storico dell’Aquila avrà toccato il 50%, “lo potrò affermare con sicurezza”, ha detto. Cita una determina dirigenziale del 2 dicembre, alla quale allega un elenco corposo di pratiche, che riportiamo di seguito, alle quali a partire dalla fine dell’anno, a cadenza trimestrale e fino al 30 settembre 2017, sarà chiesta entro 90 giorni la seconda parte del progetto. Ma che significa, se poi aggiungono “compatibilmente con la disponibilità delle risorse”, che notizia è? A metà ottobre, il titolare Usra Raniero Fabrizi, diffondendo il suo cronoprogramma, e cioè quante pratiche farà fino al 2017, contando di chiuderle, sono in tutto 2.500, entro il 2019, non ha comunque fatto bilanci, solo stime, e “pareri emessi”, non pratiche chiuse, e pareri emessi vuol dire anche chiedere integrazioni, mentre di fatto le pratiche sono al palo e non dice ancora quante ne chiude. Proprio non calano, il numero di progetti che conta di vedere entro la prima metà del 2017, non supera l’ordine della decina per semestre, non dimentichiamo che il termine “perentorio” per presentare i progetti parte prima, è scaduto il 5 aprile 2014. Due anni dopo l’introduzione della scheda parametrica con la Legge Barca, senza toccare più di tanto i tempi dei progettisti affogati negli incarichi dei loro studi professionali, con la gente a nero. Chi non sa far di conto come me, ci capisce sempre meno e non riesce proprio a captare il Di Stefano pensiero, perché il Comune dell’Aquila lancia informazioni fuorvianti, il tredicesimo elenco, l’ultimo reso pubblico, è una lista di nomi tra i quali solo una trentina avranno il contributo definitivo nel centro storico, per il resto tutte integrazioni da portare, diverse schede parametriche parte prima e solo una manciata di schede parte seconda, cioè la parte esecutiva del progetto, quella che farà aprire davvero i cantieri e giusto qualcosa sulle frazioni. Ora escono in pompa magna con queste “chiamate”, dal 31 dicembre fino al 2017, per dire che forse, a dieci anni dal sisma, continueranno a chiamare per definire le pratiche per la ricostruzione. Riservando di smaltire la graduatoria quando arriveranno i soldi, non chiarendo ancora nulla sulle pratiche ereditate dalla filiera e di quelle ancora da guardare nella parte prima. E siamo a quasi sette anni dal sisma. La verità è che l’asse centrale del centro è partito per la gran parte grazie al lavoro delle Sovrintendenze. L’Usra e l’amministrazione d’altra parte, si guardano bene, dal dire quanti cantieri hanno aperto con “le loro” pratiche definite, le frazioni sono abbandonate ed i buoni programmi non servono a nulla se poi non si pesano i risultati raggiunti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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