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BANCA ETRURIA, PERETTI: ACCERTARE LE RESPONSABILITA'
stampa pagina 14 dicembre 2015
“Non vorremmo che si creasse la paradossale situazione in cui i lavoratori paghino per prodotti finanziari, come le obbligazioni subordinate, emessi dai vertici aziendali. Gli stessi vertici aziendali che, attraverso l’odiosa pratica delle pressioni commerciali, hanno di fatto costretto i lavoratori a ‘piazzare’ quei prodotti che oggi qualcuno afferma non debbano assolutamente essere venduti allo sportello”.
Così il segretario generale dell’Ugl Credito, Piero Peretti, commenta le notizie relative ai tre filoni di inchiesta che la Procura di Arezzo ha attivato su Banca Etruria, nell’ambito dei quali non risulta indagato l’ex vice presidente Pier Luigi Boschi.
Per il sindacalista “oltre ad essere ormai evidente che l’emissione delle obbligazioni subordinate non doveva essere consentita, soprattutto alla luce dei tre miliardi di crediti cattivi accumulati negli ultimi periodi dal solo istituto aretino, deve essere chiaro una volta per tutte che la responsabilità della situazione di Banca Etruria, così come delle altre tre banche coinvolte nel salvataggio, Banca Marche, Carife e Carichieti, non è da ricercare tra i bancari ma tra chi, fra i membri dei cda e i manager, ha concesso prestiti scriteriati e ha gestito in modo irresponsabile il patrimonio aziendale e i risparmi dei clienti”.
Il pungiglione
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