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SENZA IL VOTO DELL’AULA, ENTI CULTURALI ASSORBIRANNO FONDI DEL CTGS
stampa pagina 20 gennaio 2016
Ha fatto tutto la Giunta Cialente, tagliando di netto ogni consultazione consiliare su alcune scelte strategiche. A fine anno infatti, hanno deciso una rimodulazione di fondi Cipe non spesi, per spalmarli su istituzioni culturali già sostenute dal Ministero dei Beni culturali e turismo per un milione e 600 mila euro. Tolti dall’asse dedicato testualmente a “nuove attività imprenditoriali collegate alla realizzazione delle infrastrutture innovative per le smart city (mobilità, energia, telecomunicazioni, sicurezza e centri per il comando e controllo), con priorità per le attività svolte nei nuovi centri di ricerca e presso l’Università di L’Aquila negli ambiti relativi alle reti ottiche, all’edilizia e al restauro, alle tecniche di recupero edilizio e per le attività volte alla valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale, con particolare attenzione al polo di attrazione dell’area (Gran Sasso) per il turismo invernale ed estivo e allo sviluppo di un sistema di accoglienza diffusa”. Nella delibera riassumono dicendo che siccome per il Gran Sasso non ne vengono a capo, per il momento tolgono un milione e sei, con l’impegno di rimetterlo. Hanno deciso senza farne parola col Consiglio, tant’è che la ripartizione che assegnano, è per loro un “contributo straordinario” finalizzato alle produzioni in bilancio nel 2015 “fatte salve le eventuali diverse valutazioni in merito da parte dell’Assise civica”. Ciò significa che il Consiglio comunale potrebbe fare anche altre scelte. Ed allora perché non è stato consultato prima? E’ solo lì che siedono gli eletti dei cittadini, forse non è ancora chiarissimo. Con questa delibera Cialente fa propria la ripartizione proposta dagli enti che è la seguente: Istituzione Sinfonica Abruzzese (573mila euro); Teatro stabile d’Abruzzo (554mila 953 euro); Società dei Concerti B. Barattelli (196mila 200 euro); Associazione Solisti Aquilani (143mila euro); Associazione Culturale Teatro Zeta (76mila 300 euro); e-Motion Gruppo Phoenix (39mila 947 euro). Si parano tranquillamente da rilievi contabili della Corte dei Conti, chiarendo che non sarebbe, una sponsorizzazione, ma è come se la loro attività fosse propria del Comune, sono però costretti a rimettersi alla decisione del Consiglio, precisando che questo non è un impegno finanziario, in quanto spetta solo all’Aula decidere sul Piano industriale del Centro turistico, dal quale, “momentaneamente”, sarebbero state stornate queste risorse. Siamo curiosi di assistere alla discussione pubblica che dovrebbe a questo punto determinarsi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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