All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
CENTRO STORICO, L’AQUILA CONDANNATA ALLA PALAZZINA MULTIPIANO
stampa pagina 22 gennaio 2016
“Lo spazio all’interno delle mura della città dell’Aquila non è mai stato completamente riempito” riportano gli studiosi del Cnr, nel documento sugli edifici incongrui del centro “almeno fino alla fine dell’Ottocento quando si è cominciata a saturare l’area urbana a cominciare da Campo di Fossa e dai grandi vuoti urbani storicamente adibiti ad orti e giardini e perfino coltivati a vigna. In epoca più recente, nel corso del boom edilizio degli anni settanta ed ottanta sono stati riempiti quasi tutti i vuoti inserendo all’interno della città storica la tipologia della palazzina multipiano che contrasta fortemente con l’esistente, sia per la tipologia che per il trattamento e la composizione delle facciate. Specialmente gli edifici in cemento armato, sono completamente decontestualizzati rispetto al resto del tessuto”. Lo studio è stato affidato all’Itc-Cnr dall’Ufficio speciale per la ricostruzione, ed il fatto che sia stato ignorato dal Comune, ha dell’incredibile. Lo hanno illustrato all’Aquila nel corso del XVI convegno Anidis lo scorso settembre, Giovanni Cialone, Aurelio Petracca e Gabriele Petrucci dell’Itc-Cnr L’Aquila, Cialone è stato anche il responsabile dello studio, ma l’amministrazione Cialente non ne ha mai voluto fare un confronto pubblico. I tecnici incaricati non hanno certo la soluzione in tasca, “decidere come intervenire è un problema difficile”, hanno sottolineato in quell’occasione “si tratta di un grado di complessità paragonabile a quella notoriamente affrontata in Italia a seguito delle distruzioni belliche del secondo dopoguerra” ebbene questa complessità, l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, ha la certezza di poterla dipanare da solo. Perché da solo sta decidendo, senza titoli e senza competenze. Il Cnr nota “come gli interventi razionalisti realizzati nel ventennio sono stati più rispettosi dell’architettura esistente confrontandosi con essa” citando i Portici di San Bernardino e il Cinema Massimo. L’architettura razionalista “che ridisegna quasi tutto il decumano massimo della città a cominciare da piazza della Fontana Luminosa con i due fabbricati gemelli che conformano l’ingresso da nord…Questi interventi su scala urbana sono stati più rispettosi dell’architettura storicizzata, confrontandosi con essa”. Purtroppo quando è arrivato il momento di ragionare sulla qualità urbanistica nel centro storico del post sisma, per mettere mano a tutto quanto non c’entrava nulla col nucleo originario, è arrivato pure Di Stefano e con lui il capolinea.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Dalle mura medievali alle nuove infrastrutture, convegno di Rotary e Comune
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 993 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- Jemo 'Nnanzi, Sant'Agnese dedicata a Franco Villani
- Poste L'Aquila, Paolo Cavalli nuovo direttore
- Mondiali studenteschi di sci, arriva in Abruzzo la Torch Run
- Una piattaforma per l’educazione alla sostenibilità: il Parco rilancia l’impegno a ispirare le nuove generazioni






.gif)
