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MOBILITA’ SOSTENIBILE, L’AQUILA 48MA TRA LE 50 CITTA’ PIU’ IMPORTANTI
stampa pagina 28 gennaio 2016
Nella riunione a Pescara di martedì scorso sul trasporto pubblico, sulla possibile incorporazione di Ama spa in Tua, l’azienda unica regionale, il sindaco Cialente ha detto che L’Aquila dispone di un Piano urbano della mobilità finanziato per 6milioni di euro più i tre milioni europei per altri investimenti. Di quest’ultimi dispone il governatore D’Alfonso per la mobilità sostenibile dei capoluoghi abruzzesi, ma quello aquilano non ha pronta una sola strategia per disincentivare l’uso dei mezzi privati e non ci sono idee di trasporto intelligente, innovativo ed ecosostenibile per la città e la sua dispersa periferia. L’indagine ministeriale sulla mobilità sostenibile 2015, pone L’Aquila al terz’ultimo posto, quindi 48ma, tra le 50 principali città italiane, un vero disastro. Dopo il sisma è cambiato tutto, residenze, mobilità, traffico, abitudini ed esigenze. Dal 2008 al 2013 i passeggeri del trasporto pubblico locale aquilano sono diminuiti del 27,7%, a quanto risulta dalla stessa indagine su dati Istat. Mezzi obsoleti ed un approccio vecchio alla gestione del trasporto pubblico, sarebbero i motivi del calo passeggeri, all’Aquila è ancor più grave perché aspirerebbe a diventare smart. Cialente apre la bocca solo per dargli fiato, perché il Piano urbano della mobilità di fatto non c’è. Non è efficace perché non è “mai stato adottato”, non “è supportato da adeguate valutazioni economiche e finanziarie” hanno commentato gli urbanisti che stanno predisponendo il nuovo Piano regolatore nel documento preliminare, e non permette, come strumento, di chiedere il cofinanziamento allo Stato per realizzarlo, perché la norma del 2001 prescrive la necessità di Comuni di almeno 100mila abitanti o amministrazioni più piccole consorziate tra loro. Se Cialente avesse letto il documento preliminare del nuovo Piano regolatore, non avrebbe detto tante corbellerie tutte insieme. Completamente scollato dagli umori del sindaco, il gruppo consiliare del suo partito, il Pd, che qualche giorno fa ha sollecitato un piano di sicurezza stradale ed ha impegnato l’assessorato alle Opere pubbliche ad uno studio di fattibilità per la realizzazione di piste ciclo pedonali sul territorio comunale “ritenendo indispensabile offrire un’alternativa più forte e credibile alla mobilità su gomma privata, potenziando il trasporto pubblico. E’ anche necessario riattivare – hanno aggiunto – il tavolo permanente sulla mobilità nel processo di messa a punto del Piano regolatore, per il quale siamo già entrati nel vivo”. E mentre loro entrano nel vivo, ma quale vivo?, Cialente né legge né si fa spiegare gli studi pianificatori che paga la comunità e la città diventa sempre più vecchia, abbandonata ed obsoleta.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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