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AUTOPARCO COMUNALE, RISCHIAMO ANCHE I 35MILIONI PER LA SEDE UNICA
stampa pagina 2 febbraio 2016
L’immondezzaio trentennale all’Autoparco comunale, la dice lunga sul come funzionano le cose. Soprattutto nel dopo sisma e con Massimo Cialente che non riesce ad assumersi una sola responsabilità, per la gestione fallimentare della città. C’era lui nel 2008, quando serviva il minimo di 200mila euro per adeguare le norme di sicurezza ed igienico sanitarie del sito, l’ispezione della Asl li impaurì, ma non impedì la preoccupante sciatteria che ha portano l’Autoparco ad essere anche la discarica di alcune demolizioni e di tutto ciò che scartano e non sanno dove mettere. Altro che il riuso e per lo più in locali inagibili. Sono passati almeno tre anni dal cronoprogramma approvato in Giunta, per la sede unica comunale al posto dell’Autoparco, poi l’ok dell’Aula, quindi le costosissime indagini del sottosuolo, per vedere come fare per poter costruire in sicurezza sull’acqua, si potrebbe fare e le fondamenta costerebbero ovviamente il quadruplo, ma Cialente non si muove, ha nelle proprie disponibilità 35milioni di euro, 300mila euro già come prima tranche accantonata nel piano triennale delle opere pubbliche, eppure non muove paglia. Chi sa chi deve combaciare con cosa. Il responsabile del procedimento, avendo tempi stretti per legge, qualche mese fa ha fermato l’iter aspettando novità e non si è mosso ancora nulla. La scelta della sede unica lì, è una scelta sbagliatissima per diverse ragioni, avrebbero potuto scegliere di rispettare le promesse elettorali e dare l’esempio sostenibile restituendo quel sito all’acqua e recuperando le tante strutture abbandonate e diffuse sul territorio per gli uffici. Hanno preferito diversamente ma neanche ciò che hanno scelto riescono a fare. Questa è la verità, con la conseguenza che l’Autoparco sembra una terra abbandonata in un quartiere malfamato, i dipendenti nei container ti guardano in cagnesco solo se ti avvicini, e parliamo di una struttura pubblica, la bacheca della guardiania conserva note sindacali del 2005 ed un foglio col quale si dice che i mezzi per il Piano neve non funzioneranno mai, così come sono tenuti e si tira a campare. La Forestale ha fatto quello che doveva fare, ponendo qualche giorno fa i sigilli ad una parte della struttura e la città è costretta a sentire un Sindaco incapace, che parla, parla, parla ed in ultimo se la prende con l’assenza di una classe dirigente capace. Lui è sempre il più capace di tutti, nel frattempo rischiamo di perdere anche i 35milioni di euro, che avremmo potuto investire per fare, come del resto accade per i 15milioni del Gran Sasso che proprio non riescono a spendere.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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