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DAL 2008 CIALENTE SOGNA UNA SEDE UNICA, E I FITTI PASSIVI RADDOPPIANO
stampa pagina 3 febbraio 2016
Lo stato di abbandono cronico in cui versa l’Autoparco comunale, conferma l’incapacità di Cialente all’azione. E’ dal 2008, appena un anno dal primo insediamento, che diceva di voler fare le stesse cose che vorrebbe fare oggi, dopo un terremoto devastante come quello del 6 aprile. Nell’estate del 2008 si sparse la voce che il Comune avrebbe acquisito il palazzo vicino al Tar, per farne una sede unica comunale. Ciò avrebbe consentito un risparmio di un milione di euro l’anno per i fitti passivi ed anzi se fosse riuscito a razionalizzare le sedi comunali, avrebbe venduto l’ex Liceo scientifico, allora a fine ristrutturazione, e in quello stesso pacchetto di vendita sarebbe rientrato anche l’Autoparco comunale, anche se poi praticamente un anno dopo, alla vigilia del sisma del 2009, in un Consiglio comunale del 27 marzo, dal piano delle vendite patrimoniali fu sottratto sia l’ex Liceo scientifico, per un valore stimato in 7milioni e mezzo di euro che l’Autoparco, 3milioni e mezzo di euro circa. Non se ne fece quindi nulla. Nei disegni di Cialente, Palazzo Margherita sarebbe rimasta come sede di rappresentanza per la Giunta comunale, il Consiglio, i gruppi consiliari e le riunioni delle commissioni. Avrebbe aperto il palazzo alla città anche ad iniziative pubbliche, anche perché avrebbe voluto coprire il cortile con una delicatissima struttura trasparente, Sovrintendenza permettendo, così da ospitare eventi. Come sono andate poi le cose lo sappiamo tutti. Di lì a qualche giorno il terribile sisma che distrusse L’Aquila, ma siamo ancora in quello stesso punto morto. Perché di fatto una ricognizione vera del patrimonio comunale non è mai stata fatta, a maggior ragione dopo un terremoto. L’acquisto del palazzo a fianco al Tar, si vociferava fosse un’operazione utile a qualche famiglia aquilana, lo comprò poi la Regione Abruzzo, dove oggi in effetti hanno sede i loro uffici. La sede unica non c’è, non si sa dove la faranno e in quasi dieci anni di governo civico Cialente non sa ancora dove mettere le mani, la differenza è che ha oggi nelle proprie disponibilità 35milioni di euro che il Cipe potrebbe destinare ad altro. Palazzo Margherita ancora non apre i cantieri, i fondi per recuperarlo le Bcc li hanno donati all’indomani del sisma, l’unica differenza è che nel 2008 Cialente voleva una copertura, nel 2009 provò invece a pensare di alzare il palazzo per fare parcheggi sotterranei, ma sempre al palo restiamo, mentre i fitti passivi continuano a lievitare. Dal 2008 sono raddoppiati, paghiamo infatti 2milioni di euro l’anno, possiamo in compenso dire che tutte le sedi in fitto, di proprietà di noti imprenditori, avranno sicuramente soddisfatto i loro conti in banca.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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