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NUOVO MANAGER ASL, QUANDO IL CITTADINO NON E’ AL PRIMO POSTO
stampa pagina 4 febbraio 2016
La nomina del nuovo direttore generale della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, rischia di diventare una nuova faida. Ancora brucia il ricordo di quella brutta seduta di Consiglio comunale del 2008, alla presenza dell’allora manager Marzetti, che il presidente del Consiglio Benedetti sintetizzò con queste parole “interessi personali, interessi di parte e parole in libertà” tanto era stato cattivo e perfido quel confronto, dove alle ambizioni da primariato portate dalla gran parte dei medici, non corrispose un esame attento delle necessità del San Salvatore, quindi un nulla di fatto. Il perché la sanità aquilana non sia più eccellente com’era decenni fa si vede ad occhio nudo. Ci fosse un medico, un politico e lo stesso Sindaco Cialente, a reclamare i 47milioni di euro dell’assicurazione che spettavano alla riqualificazione dell’ospedale, visto che quei soldi, con l’operazione della Asl unica all’indomani del terremoto, furono ingurgitati dal bilancio unico scomparendo tra i debiti delle aziende, in particolar modo quella di Avezzano. Si fosse levata una voce contro. O meglio la protesta di Antonello Bernardi che oggi chiede la figura di un medico a guidare la Asl, poco ha potuto, contro certe strategie. Perché tutte le carte siano scoperte, bisognerebbe raccontare intanto con la massima trasparenza la carriera sanitaria di chi fa politica, da Massimo Cialente e congiunti, e chi sa cosa vorrebbe da Roma una volta finito il mandato, a Giorgio De Matteis, per toccare anche le recentissime stabilizzazioni di quanti oggi dai banchi dell’opposizione chiedono le dimissioni del primo cittadino. La sanità funziona in questo modo, basti frequentare l’ospedale per capire l’aria che da sempre tira, per cui fa strada solo chi è più ammanicato e i più bravi soffrono ai margini, il personale è troppo poco per le urgenze e le emergenze di cui la comunità che cambia dopo il sisma ha bisogno. E spesso quelli più agganciati sono incapaci oltre che nella professione, nell’umanità da spendere con chi sta male. Ringrazio pubblicamente Giorgio Spacca, per la professionalità, la disponibilità e profonda umanità che dimostra ogni giorno col suo lavoro. Che fa soprattutto in silenzio. Antonello Bernardi ha scritto in una nota che il compito del direttore sarà quello di far coincidere i tagli ministeriali con il diritto all’assistenza, garantendo prestazioni essenziali ad ogni cittadino. Non ce la faremo perché le priorità sono altre. Nella prossima riforma sanitaria regionale bisognerà salvaguardare le eccellenze del San Salvatore, ma prevarrà la forza della poltrona in reparti doppione e la forza politica delle province, a prescindere da chi sarà il futuro manager.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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