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SPA E TRASPORTO PUBBLICO, LA NUOVA FLOTTA A METANO DI CIALENTE
stampa pagina 11 febbraio 2016
Dal Consiglio comunale odierno, abbiamo saputo dal vice sindaco Nicola Trifuoggi, che stanno lavorando alla riforma delle società partecipate, accorpamenti, fusioni o non so che, ancora non lo sanno bene ma ci stanno lavorando. Un notizione, se pensiamo che sette anni fa abbiamo avuto un sisma devastante e che nel 2007, al primo mandato di Cialente, tra le primissime cose da fare per la città c’era proprio questa riforma. In più, rinnovando il contratto di servizio al Centro turistico per la Funivia c’è la novità di possibili corse notturne o speciali, ma se prima della fine dell’anno riuscissero a vendere le quote, a cedere un ramo d’azienda o a riorganizzare le società, il contratto salterebbe perché ci sarebbero ben altre cose a bollire in pentola. E non osiamo immaginare la portata storica! Basta poi un consigliere d’opposizione come Raffaele Daniele a chiedere come mai, non rilevano il grado di soddisfazione dell’utenza, un momento prima avevano votato il rinnovo del contratto con l’Ama, l’Azienda che gestisce i bus, che subito gli ricordano che lui sedeva nel Cda dell’Afm con Tempesta, come a dire che la tavola sempre quella è. E all’Aquila funziona così, basti dire come la pensi, che subito cercano la maniera più breve per segarti le gambe. Siamo destinati a sorbire Cialente e le sue visioni oniriche ancora per un anno, lui riesce a spacciare lucciole per lanterne e a dire che manca giusto il progetto esecutivo del Piano urbano del mobilità, per volare veloci dentro l’azienda regionale Tua, con mezzi, anzi no, una “nuova flotta a metano” su cui installare un sistema intelligente per dialogare con gli altri bus Ama e con i colleghi dell’Arpa. E poi via con la “progressiva pedonalizzazione del centro storico”, parcheggi a pagamento in centro, insieme a quelli gratis, per evitare che uno ci lasci la macchina tutto il giorno, “a lungo andare – ha concluso – sarà più facile comprendere che è meglio il mezzo pubblico che il parcheggio dell’auto” e con questo, tornando a sedere col cellulare in mano, ha chiuso il cerchio della sua strategia vincente per la mobilità sostenibile all’Aquila. Dulcis in fundo Enrico Perilli, capace di non farsi sentire per mesi e mesi, utile a convocare commissioni solo per votare delibere di Giunta, mai un’iniziativa diversa o un colpo d’ali sul territorio, prende la parola per dire che le modifiche al Regolamento di partecipazione, le vota perché riguarderanno i referendum in generale, no di certo per il Gran Sasso, sul quale bisognerà valutare il merito e cioè se si può fare e se culturalmente porterà un contributo alla città. Se avesse avuto una cattedra la lectio sarebbe stata perfetta, peccato quella base d’acido per “dire” ai promotori che non l’hanno di certo avuta vinta, esprimendo così pienamente, il suo concetto di partecipazione della gente alla cosa pubblica.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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