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CIMITERI AQUILANI, L’OMBRA DI UN NUOVO BUSINESS
stampa pagina 12 febbraio 2016
E’ scaduto oggi, il termine di presentazione delle proposte per gestire custodia, sorveglianza, apertura e chiusura del cimitero monumentale dell’Aquila e di una ventina di cimiteri nelle frazioni, per un anno, per trentamila euro. Una gara a ribasso, vincerà quindi chi proporrà di meno. Ma la questione puzza di bruciato lontano un miglio, perché i vertici della politica che ci amministra, potrebbero usare la gara per spalancare le porte di tali luoghi ad un nuovo business, perché la questione non è tanto la custodia ed il costo irrisorio del servizio, chi lo farebbe per così poco?, quanto il fatto di metterci un piede dentro, perché poi di business che bolle in pentola ce n’è da vendere. Appunto. Verrebbe da chiedersi cosa nasconde allora, la politica, dietro questa mossa. Per business intendiamo intanto la vecchia proposta di project financing per il forno crematorio, ad oggi il servizio lo svolge Viterbo o Ascoli Piceno, il che, potrebbe favorire la gestione trentennale dei cimiteri e la posa in opera di loculi, che ad un’impresa costerebbero briciole. Immaginate una serie di celle lunghe in cemento, senza spenderci un centesimo in più d’urbanizzazione, per poi rivenderli a 2mila, 2mila e 500 euro cadauno, una cosetta liscia come l’olio e che più pulita non si può, con un bel guadagno facile, a fronte di un costo irrisorio e senza nemmeno dover partecipare ad una gara. Il cimitero monumentale dell’Aquila è ancora distrutto, dei circa 5milioni iniziali di euro disponibili per ripararlo non s’è saputo niente fino a qualche mese fa, quando hanno proposto una specie di cronoprogramma ma è da vedere se sarà rispettato. Un patrimonio che va a rotoli, che all’amministrazione non interessa nulla sia curato al meglio, e l’abbandono e la distruzione incombono da oltre sette anni ormai, niente di più facile che ora arrivi un salvatore della patria, che per due spiccioli s’accollerà la gestione di venti cimiteri. Per avere in cambio cosa? Cosa si nasconde dietro questo ennesimo mistero, su cui circolano voci insistenti che siano soli affari? Vogliono mettere le mani sui cimiteri, perché il resto dell’edilizia è tutta accaparrata? Lo vedremo, entreremo nei particolari nella prossima puntata ma è certo che se arrivasse un’impresa di Chieti, ci dicono vicinissima ai papaveri aquilani o qualche ditta ben inserita del capoluogo, il dubbio che la cosa sia ai limiti della legalità si trasformerà in certezza. Senza contare che un altro pezzo di anima civica se ne sarà andata, perché il cimitero monumentale è stato fondato dai frati cappuccini nel 1865, e da allora è nelle loro cure.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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