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NEL 2017, I SOTTOSERVIZI INTORNO AI PALAZZI GIA’ FINITI
stampa pagina 22 febbraio 2016
Per puro caso, i consiglieri comunali hanno scoperto il cronoprogramma dei sottoservizi. I tunnel intelligenti nel centro storico dell’Aquila perché la città diventi smart. Lo hanno scoperto in commissione bilancio, come allegato della delibera che proroga i termini alle attività produttive ricollocate temporaneamente dopo il sisma. Sette aree da perimetrare in tre anni, inizio lavori aprile 2015, fine lavori prevista a maggio 2017. Il consigliere Pierluigi Properzi ha notato che nell’area numero sei, quella in cui i palazzi dell’asse centrale sono stati ultimati per primi, quelli a partire dalla Fontana Luminosa verso Corso Vittorio Emanuele, gli scavi inizieranno nel gennaio del 2017. Prima finiscono i palazzi, ci tornano i pochi coraggiosi che riaprono in centro, e poi scavano i tunnel: questa sarebbe la certezza del futuro per Cialente? Difficile capire come investire se anche quel minimo che può tornare ad essere normale, come il corso principale ultimato, a breve ridiventerà pieno cantiere. Ma tant’è. C’è di sicuro un tavolo tecnico sui sottoservizi, ma è certo che lì non si concerta nulla, perimetrano solo le aree e le consegnano alla Gran Sasso Acqua. 260 attività hanno comunicato al settore la riapertura, di cui 70 in centro storico, in base al calendario dei lavori sui tunnel dovrebbero darsi una regolata per investire. Tutto qua? Nel frattempo si tampona un quotidiano sempre più difficile, perché ad alcune attività temporanee che lavorano su viale della Croce Rossa l’Enel ha tagliato la luce, in quanto a fine dicembre è scaduta la possibilità di rimanere aperti temporaneamente. La denuncia è arrivata dal consigliere Angelo Mancini, non si capisce di chi è la responsabilità, il presidente Masciocco ha strappato la disponibilità degli uffici delle attività produttive ad informare come fare in caso di distacco o per avere info sulla proroga. La riapertura temporanea era stata stabilita nel 2009 in sei anni, più ulteriori 36 mesi da valutare caso per caso, con l’atto che arriverà in Consiglio nelle prossime settimane, a domanda motivata si potrà ottenere una proroga di massimo 36 mesi, nella sede provvisoria si potrà restare massimo sei mesi dall’approvazione della delibera, nel caso in cui la sede originaria fosse tornata agibile, e se in quella zona deve lavorare la Gran Sasso Acqua, la sede provvisoria si potrà mantenere fino a fine lavori. Entro i 90 giorni successivi alle scadenze i manufatti provvisori dovranno essere rimossi e dovrà cessare la destinazione d’uso dei locali, che non fosse compatibile con la disciplina urbanistica di zona. Resta da approvare il piano commerciale, quello che deciderà dove andranno i negozi, ma lavorano senza sapere cosa decidono sul nuovo Piano regolatore e nessuno ha il coraggio di dire ad alta voce, che in centro storico vogliono tornare in pochi. L’anno prossimo decadranno le concessioni per il suolo pubblico, sarà fatta la gara per riassegnarle, gli uffici predispongono una serie di Regolamenti ma la realtà che si affronta ogni giorno, al di là dell’impegno dell’assessore Mancini, è confusa e pesante, è impossibile reperire informazioni utili a recuperare intanto una vita normale, figuriamoci le aspettative per un futuro migliore.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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