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CONSIGLIO A MANETTA SU TUTTO, PASSA LA DELIBERA PER IL COMMERCIO
stampa pagina 25 febbraio 2016
E’ passata la delibera attesa dai commercianti che proroga fino a sei mesi, la possibilità di rimanere nella collocazione provvisoria, nel caso in cui quella originaria fosse tornata agibile, evitando così i distacchi automatici dell’Enel. In realtà i sei mesi potrebbero diventare nove, ma sarà deciso dalla seconda commissione che ancora non esamina l’atto. Presumibilmente la prossima settimana. Potrebbe cambiare l’obbligo di rientrare non più quando i sottoservizi saranno terminati nella zona interessata, ma quando il 60 o 65% dell’area sarà tornata agibile. Passaggio da specificare meglio, per Di Cesare, che ha ricordato all’Aula un suo ordine del giorno del 2012, con il quale l’avanzamento dei lavori della ricostruzione avrebbe dovuto essere illustrato in Consiglio ogni quattro mesi. Ma ciò non è mai avvenuto, mentre Cialente non ha la più pallida idea di una strategia utile a ripopolare il centro storico, Impaludato nell’emergenza, coglie solo le difficoltà degli esercenti, che pure ci sono, ignorando una volta di più la lungimiranza necessaria ad una città che rinasce. Si sceglie in queste ore il nuovo manager della Asl aquilana, che dirigerà la sanità fino alla riforma, all’annuncio delle dimissioni dell’uscente Silveri qualche mese fa, il Consiglio comunale dell’Aquila avrebbe potuto votare un indirizzo al Sindaco Cialente, per sostenere una scelta medica piuttosto che manageriale, “parlare” oggi, per dirsi a turno chi è più lobbista dell’altro, com’è accaduto nella seduta odierna, sicuro non stringe il sindaco alle proprie responsabilità, anzi lo aiuta nelle strategie sotterranee che porteranno alla poltrona chi gli fa più comodo. D’altra parte l’Aula non fa che parlarsi addosso, sproloqui stralunghi per dire sempre le stesse cose. Celso Cioni ha mantenuto la promessa e con un crocefisso gigantesco ha partecipato ai lavori tra il pubblico, exploit appassionato del nuovo assessore alle finanze Cocciante, che ha detto che mancano 24milioni di euro alle entrate del prossimo bilancio di previsione e che comunque la gente è alla fame, anche quella nel Progetto case, che o paga le bollette o fa la spesa. Non più di una settimana fa, avevamo saputo in prima commissione che l’83% dei morosi ha un reddito annuo superiore ai 12mila euro, vai a sapere la verità. L’assessore ha ritirato i due nuovi documenti di programmazione, 350 pagine di copia incolla qua e là, che Masciocco ha consigliato di rendere chiari e leggibili a tutti i cittadini, per dirgli cosa vogliono realizzare in questo anno che resta dalle elezioni. Tornerà forse la sottosegretaria De Micheli che un anno fa rimase in Aula dodici minuti, oggi, a distanza di “appena” un anno dalla proposta, è stato approvato un ordine del giorno che dovrebbe farla tornare di nuovo, segno di quanto sia superbamente democratico il Consiglio aquilano. Quindi il Progetto case, se non altro il capogruppo Palumbo ha fatto una proposta con cui abbattere le piastre, almeno quelle mal messe, il Sindaco dal canto suo le vorrebbe abbattere progressivamente tutte, lo imporrebbe l’Ue che ha finanziato solo case provvisorie, ma vai a sapere, visto che tale imposizione potrebbe non valere ad esempio per Assergi. Al Progetto case e ai Map, che abbatteranno di certo, si aggiungeranno anche i Musp. Decisione da coniugare con i contratti per il fotovoltaico sui tetti del Progetto che scadranno come minimo nel 2029. Vabbè, intanto si chiacchiera. Infine il presidente Perilli “si riserva” di ricevere il comitato referendario sul Gran Sasso nella sua commissione, ed è rimandata ad una prossima seduta la discussione sul Masterplan regionale per il sud, proposta da De Matteis, che praticamente esclude L’Aquila. D’altra parte quando si fa sera, la gente pensa alla cena e dopo aver discusso a manetta per ore, questioni importanti per la città inzeppate in un’unica seduta, pare davvero il minimo.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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