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ANTICORRUZIONE, RUOTA SOLO CHI NON E’ FUNZIONALE AD UN SISTEMA
stampa pagina 29 febbraio 2016
Comincia il balletto dei trasferimenti dei dipendenti al Comune dell’Aquila per l’anticorruzione. Il percorso dovrebbe essere cristallino ma non lo è, intanto nella commissione che decide i trasferimenti c’è Fabrizi e la Coluzzi e c’è il segretario Pirozzolo, garante dell’anticorruzione in Comune benché indagato dalla Procura per lo stesso reato, e di fatto artefice della delibera che ha sancito le modalità con cui trasferire e spostare chi si mette di traverso a chi comanda. Anche dall’oggi al domani. E per di più sono solo i dipendenti a dover ruotare, mai i dirigenti, che al contrario possono fare del loro settore, dopo un tot anni, un ducato di potere oppure un apparato a disposizione di ogni discrezionalità politica, e i dirigenti, per lo più ad incarico fiduciario del sindaco Cialente, non ruotano mai. Resta da sette anni al proprio posto il funzionario Pino Galassi, rup di tutti i puntellamenti effettuati nel Comune dell’Aquila, quei famosi 200milioni di euro di spesa ad affidamento diretto su una lista rossa pronta all’indomani del sisma, su cui la Procura, l’opinione pubblica, la stampa e la politica ne hanno dette ed argomentate tante, eppure non ruota. Non ruotava qualche anno fa alla prima introduzione dell’anticorruzione, resta al proprio posto oggi, e dire che pare abbia fatto perfino richiesta di trasferimento da quel settore più d’una volta, ma l’hanno sempre ignorato. Sta bene lì. Cambiano settore alcuni tecnici in causa con l’amministrazione e la dirigente Coluzzi, che non gli avrebbe liquidato gli incentivi alle progettazioni e così, per tagliare la testa al toro, da tecnici, trovano posto dietro a una scrivania, e lontano da ogni cantiere si toglieranno qualsiasi grillo dovesse passargli per la testa. Vorremmo quindi capire che c’azzeccano questi minimi spostamenti con l’urgenza dell’anticorruzione che ambirebbe a ben altri ed alti obiettivi. Fa le valigie la responsabile degli indennizzi ai beni mobili e traslochi lasciando il passo a chi, saprà di certo come prendere in mano le mazze. Ed infine il top. Al settore di Pietro Di Stefano non s’è mossa una paglia perché lui non lo ha permesso né un impiegato, né un funzionario tantomeno la dirigente di fiducia, questo, è il segno di quanto la politica determini le scelte di un’anticorruzione di comodo, che si riduce a punire chi è scomodo, ad ignorare chi è già stato messo in un angolo e a proteggere chi è funzionale ad un sistema.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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