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PALAZZO MARGHERITA SENZA FONDAMENTA, IL PROGETTO VA RIVISTO
stampa pagina 29 febbraio 2016
Palazzo Margherita non ha le fondamenta e si vede benissimo dagli scavi effettuati per i sottoservizi, dal lato dei Gesuiti, nella fessura sovrastante il terreno. Come tanti altri palazzi gentilizi, bisognerebbe capire con quanta e quale cura stiano attenzionando una ricostruzione così delicata. A Palazzo Margherita, avendo scavato pelo pelo intorno al palazzo e avendo già ricoperto i tunnel intelligenti, è intervenuta la Sovrintendenza per valutare a questo punto la maniera migliore per procedere ed assicurare stabilità e sicurezza antisismica al palazzo di città, non dovrebbero esserci problemi secondo gli strutturisti che si occupano del progetto, ma bisognerà procedere con cautela. Ci chiediamo con quanta cautela si proceda negli altri cantieri, visto che le ditte s’impossessano dell’area, vietano gli accessi a chiunque ed è difficile incontrare sopralluoghi di tecnici pubblici, che dovrebbero garantire la qualità della ricostruzione post sisma. E non mi riferisco tanto alle Sovrintendenze quanto all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, al quale la Legge Barca, tra gli altri compiti, impone l’obbligo di fare sopralluoghi per controllare l’avanzamento ed appunto la qualità e la sicurezza nei lavori, oltre a dover vigilare su quanto si va facendo. Quella fessura è di fatto spaventosa perché mostra che quel palazzo poggia sul nulla almeno da quel lato, fonti interne alla Sovrintendenza ammettono che grazie ai puntellamenti effettuati, ogni sicurezza è garantita, avranno tutto il tempo di capire come procedere e l’evidenza che i tiranti siano ancora tesissimi, ci spiegano, nonostante la mancata manutenzione in questi anni, mostrerebbe con certezza che la struttura ha continuato a muoversi, è stata tremendamente danneggiata dal sisma e non ha trovato sul terreno alcun assestamento. La mancanza di fondamenta e gli scavi, porteranno altre instabilità. Non c’è problema e non bisogna allarmarsi, gli uffici ministeriali assicurano che tutto è sotto controllo e nonostante gli studi dell’Università avessero previsto dei tiranti per la torre civica, la più danneggiata da ancorare all’esterno, non è detto, assicurano sempre, non si possa trovare la maniera di una ricostruzione in tutta sicurezza anche dopo i tunnel. Aspettiamo il nuovo progetto su Palazzo Margherita, per la cui riqualificazione i fondi sono disponibili dal 2009, grazie alle donazioni delle Bcc e capiremo con qualche strutturista, la strada che hanno intrapreso per garantire l’antisismicità. Per il resto della città serve l’attenzione costante di organismi controllori come l’Usra, che all’oggi sono del tutto assenti.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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