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ANTICORRUZIONE, RUOTA CHI DICE LA POLITICA: ENTRO L’ESTATE LA DIRIGENZA
stampa pagina 1 marzo 2016
L’anticorruzione al Comune dell’Aquila ha davvero dell’incredibile e non una rappresentanza sindacale alza la voce. Non ruotano i dirigenti, li dovrebbe far ruotare il Sindaco Cialente, finora non li ha mai fatti ruotare e nessuno lo richiama alle proprie precise responsabilità sull’anitcorruzione, né il capo, segretario Carlo Pirozzolo, indagato per lo stesso reato, né chi di fatto lo sostituirebbe, e cioè il dirigente Fabrizio Giannangeli. Non c’è prova dell’incarico, ma d’altra parte non avendo dati pubblici a far fede, andiamo per indiscrezioni. Ci hanno fatto notare che al settore dell’assessore Di Stefano hanno fatto le valigie diverse persone, tra le quali Dino De Simone, responsabile delle liquidazioni delle pratiche e Franco Lancia, storiche figure dell’amministrazione, che dall’oggi al domani hanno avuto altro incarico. Non l’hanno presa per niente bene, si trovano oggi alle Opere pubbliche ed è lì che ora dovranno ricominciare da capo, ma promettono battaglia. Di fatto il personale del Comune, al netto dei tanti lecchini, sì, lecchini, che meritano l’angolo solo per questo, è tutt’altro che motivato e al di là dei poteri che ognuno potrebbe crearsi stando in un ufficio per oltre cinque anni, con i favori e le clientele che potrebbero derivarne, sta di fatto che la gran parte di esso è in guerra con Ilda Coluzzi, la donna di ferro e dirigente al personale del Comune che non può certo dire, di avere una macchina che va. Una vera leader che fa vera gestione, ha una macchina contenta e felice che va a tremila, e non a due, motivata e senza i veleni che al contrario si moltiplicano. E questa è una sconfitta. Non riusciamo ad inquadrare il connubio della Coluzzi con il segretario Pirozzolo, entrambi venuti dalla Provincia di Latina, lei lì era precaria e qui ha vinto un concorso a tempo indeterminato. Non riusciamo a capire come mai loro due e Fabrizi, hanno determinato certe rotazioni, un più di trenta persone, salvaguardandone altre. Alcuni pensano che stavolta la politica non c’entri nulla, c’entra eccome, perché intanto, ed arrivo al punto, Di Stefano ha fatto il diavolo a quattro perché nessuno toccasse le “sue”, posizioni organizzative, cioè chi nel settore c’è da sette anni ormai. Tutta la politica ha in questo modo “protetto” i propri capisaldi delle loro attività ed ha fatto di più, perché proprio nel settore più sensibile per l’anticorruzione, quello dei puntellamenti, non solo non fa ruotare il funzionario Galassi da sette anni ormai, ma gli avrebbe dato la posizione organizzativa qualche settimana fa, proprio, a questo punto, per non farlo ruotare. Questa rotazione è stato il modo più facile per togliersi di mezzo gente scomoda, sistemare quella più agganciata e fare in modo che la politica, e parliamo dell’intera Giunta, sancisse l’intoccabilità del proprio settore nelle posizioni organizzative, scaricando la parte del cattivo sulla dirigenza. Entro l’estate dovrà ruotare anche la dirigenza, staremo con il fiato sul collo di Cialente e di Di Stefano, per vedere come ne usciranno indenni ad un anno dalle elezioni. Anche perché nella delibera si scrive di una rotazione degli apici “laddove necessaria”, il che, come per il personale, sarebbe ancora una volta a completa discrezione della politica e non va bene.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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