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ASL E SANITA’, LE STRATEGIE DI CIALENTE PER IL DAY AFTER DEL 2017
stampa pagina 2 marzo 2016
Massimo Cialente l’ha spuntata e contro i suoi stessi colleghi ha spinto, perché Rinaldo Tordera diventasse il nuovo manager Asl. Per un anno solo. Non ha voluto neanche condividere un percorso più lungimirante che individuasse un figura più precisa e delineata che potesse essere sostenuta alla gestione della Asl unica. Se questa sarà la riforma regionale. Una, oppure due, non di più. Cialente ha scelto se stesso come al solito. Nell’ultima bozza di riforma della sanità abruzzese diffusa in mattinata dal consigliere De Matteis, tornerebbe all’Aquila l’unità operativa di Pneumologia, guarda caso il reparto di Massimo Cialente, nel quale, è presumibile, tra poco più d’un anno farà carte false per tornare da primario in attesa della pensione. Non sta alzando un dito perché L’Aquila in questa ristrutturazione della rete ospedaliera non ci rimetta di brutto, pare al contrario che debba fare di tutto per mettere in ombra i colleghi medici. Meglio se ridotti al silenzio. Intanto in queste ore, la Giunta D’Alfonso prende in esame il project financing proposto per il mega ospedale tra Chieti e Pescara, 450milioni di lavori, di certo l’unico che potrà ambire al secondo livello quello che conterà di più in Regione nella riforma Lorenzin. L’Aquila con Teramo, non ce la farà neanche a diventare il numero due d’Abruzzo. Nel capoluogo sarebbero certe 28 unità complesse: Immunologia e Centro trapianti, Laboratorio analisi, Servizio trasfusionale, Farmacia ospedaliera, Direzione sanitaria di presidio, Neuroradiologia, Radiologia, Anatomia e istologia patologica, Lungodegenza, Psichiatrica, Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, Neonatologia e Tin, Terapia intensiva e Anestesia, Pediatria, Urologia, Ostetricia e ginecologia, Ortopedia e traumatologia, Neurochirurgia, Chirurgia generale, Chirurgia maxillo-facciale, Pneumologia, Reumatologia, Oncologia, Nefrologia, Neurologia, Medicina generale, Malattie infettive e tropicali, Cardiologia e Utic. Fuori le unità di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Chirurgia vascolare e Radioterapia oncologica. Dentro, Pneumologia. Anche Teramo ne avrebbe 28, ma gli mancherebbero comunque i requisiti per diventare, insieme, ospedale d’alto livello, peraltro Chieti e Pescara ne conterebbero 63. I reparti ospedalieri scenderebbero da 245 a 178, ma non si capisce L’Aquila che fine farà. Il consigliere De Matteis chiede chiarezza, l’impegno di Tordera a questo punto e che ne sarà del San Salvatore. Speriamo che l’intera città capisca le operazioni di Cialente e cominci a domandarselo presto, unita, per evitare la brutta fine che sta facendo. Aspettiamo una seduta pubblica, aperta e straordinaria sulla sanità, del Consiglio comunale.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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