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SUBAPPALTI AL 30%, LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA FARANNO UN ODG
stampa pagina 7 marzo 2016
Una commissione di garanzia questa mattina, chiesta al presidente Raffaele Daniele dalla Fenailp, per discutere della nuova norma, interpretata da una circolare del dirigente Fabrizi, per cui nei lavori di ricostruzione si può subappaltare solo il 30%, con esclusione delle lavorazioni specialistiche, eliminando di fatto tutte le imprese artigiane locali che sono il tessuto economico portante della città. Non si può fare altro, d’altra parte i consiglieri comunali sono stati esclusi dalla partecipazione a quel percorso legislativo, il decreto enti locali, voluto dall’allora senatore Legnini senza realmente ascoltare le esigenze del territorio, se non quelle delle grandi imprese. Ciò porterà alle ditte locali un grave danno anche per Fabrizi, ma non può interpretare diversamente. La norma non prevede sanzioni nel caso in cui siano stipulati dei contratti con gli artigiani, probabilmente quelli siglati nell’agosto scorso non saranno nulli, perché la prestazione d’opera comunque c’è stata, ma d’ora in poi non ci sarà più niente da fare. Va cambiata la norma e dovrebbero farsene portatori gli Uffici speciali, corpi intermedi tra gli enti locali e Roma, ormai sempre più sorda alle esigenze della ricostruzione post sisma. Intanto hanno chiuso la seduta con l’impegno, da parte delle associazioni di categoria presenti, di predisporre una proposta che il Consiglio comunale farà propria entro il mese che poi dovrà essere veicolata a Roma perché sia modificato quel limite. Una normativa che si va intrecciando sempre di più. Avevano iniziato sette anni fa, stabilendo che il proprietario fosse padre e padrone delle proprie scelte, non avrebbe dovuto fare neanche la gara per individuare quell’impresa di assoluta fiducia che avrebbe dovuto riparargli la casa, da lì una sequela di arricchimenti e corruttele a cui il legislatore ha tentato di porre rimedio introducendo regole più rigide, come l’incarico di pubblico servizio ai presidenti di consorzio ed amministratori di condominio e le cose si vanno intrecciando sempre più col rischio blocco cantieri, la nostra piccola imprenditoria che cola a picco e le grandi imprese, poche, a parte quelle in fallimento fuggite, che fanno soldi. E la situazione è ancora più brutta, secondo Fabrizi, perché oltre al limite del 30% dei subappalti, c’è la Soa obbligatoria anche sotto la soglia dei 150mila euro, mentre per il Comitato Sorveglianza Grandi Opere corre l’obbligo di iscriversi nelle white list. Liste che sotto il commissariamento Chiodi, non sono mai state obbligatorie né per le imprese né per i professionisti.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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