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PRATICHE FRAZIONI, LA SVOLTA DI FABRIZI. A GONFIE VELE VERSO IL 2019


stampa pagina 9 marzo 2016

Pietro Di Stefano e Raniero Fabrizi Pietro Di Stefano e Raniero Fabrizi

L’istruttoria della pratiche per le frazioni avrebbe avuto una fortissima accelerazione, con Raniero Fabrizi. E’ quanto hanno riferito stamattina in seconda commissione, per cui sono passati dalle 27 schede parametriche parte prima istruite nel 2013-2014, alle 157 del 2015. Nel 2016 dovrebbero terminare quelle presentate con la vecchia procedura e le schede parte prima e nel 2017 ultimare quelle parte seconda per arrivare all’obiettivo ambizioso di chiudere nel 2019, con tutte le pratiche istruite. Riportando qualche percentuale, risulta che il 45% dei progetti del centro storico delle frazioni sarebbe già stato preso in esame, mancherebbe quindi il 54% e sono quasi alla fine delle periferie con il 91% istruito, resterebbe da fare il 9%. Dati secchi che nulla dicono sulla qualità di questa ricostruzione, per tentare di garantire la quale, di fatto ci ha rimesso Paolo Aielli, costretto alle dimissioni per un’evidente incompatibilità con l’assessore Di Stefano. Bisogna sfornare e Fabrizi pare sforni. Per il dirigente Vittorio Fabrizi si stanno “riallineando”, “entro i prossimi quindici giorni – ha anticipato - porteremo la programmazione delle frazioni con danno lieve, ma saranno privilegiate le abitazioni principali e chiamate le prime pratiche in graduatoria”. Vedremo come andrà a finire, secondo Di Stefano devono correre i progettisti, “abbiamo 140milioni di massimo concedibile, - ha detto - ma il 95% dei professionisti ha superato i 90 giorni di tempo per presentare il progetto parte seconda. Gli altri devono sempre integrare, ce ne fosse uno, che chiude senza integrazioni, dobbiamo spendere 900milioni di euro entro quest’anno, ma non riusciamo a fare un progetto intero”. Secondo l’assessore vanno pubblicati nomi e cognomi dei tecnici che se la prendono comoda, per Elio Masciovecchio, presidente dell’Ordine degli ingegneri, si può fare “anche revocare l’incarico se serve, ma allora pubblicate anche nomi e cognomi di chi istruisce le pratiche e chiede le integrazioni, visto che ribadiscono cose già chieste” rimarcando i tempi troppo lunghi della burocrazia comunale anche nel rilascio dei permessi a costruire, definiti “allucinanti”. Quindi gli indennizzi che non bastano mai. I prezziari vanno aggiornati, vogliono più soldi per i centri storici delle frazioni, ma non è dello stesso avviso un Di Stefano piuttosto infiammato che gli ha replicato “finitela di dire barzellette, vi fermate sempre al 20%”, riferito alla percentuale di maggiorazione che potrebbero chiedere fino al 70%. E mentre si intravede un nuovo imbuto nel Genio civile, il dirigente Fabrizi s’impegna “ad eliminare la doppia documentazione” e Raniero Fabrizi a far pubblicare un provvedimento che semplificherà le procedure. Di Stefano, dal canto suo vorrebbe aprire una discussione sulla demolizione e ricostruzione nei borghi delle frazioni, per le quali vorrebbe salvaguardare le caratteristiche storiche evitando gli efficientamenti energetici imposti, come i pannelli solari sui tetti. Per loro è normale, avviare un confronto così importante dopo sette anni. D’altra parte quello sul centro storico dell’Aquila non è mai stato aperto e Di Stefano ha perfino ignorato lo studio del Cnr sugli edifici incongrui. Questo è. Quindi avanti tutta, sfornate pratiche, sfornate, e non guardate troppo al capello, perché senza “tiraggio” Roma chiude le casse, la qualità è tutto un altro discorso. Si farà in un’altra vita.


Alessandra Cococcetta




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