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CIALENTE HA DECISO IL MASTERPLAN PER IL SUD, MA E’ INNOMINABILE
stampa pagina 10 marzo 2016
Lo scontro tra il consigliere Pietrucci e il presidente D’Alfonso, per il fatto che il masterplan per l’Abruzzo ha riservato all’Aquila solo le briciole, ha nome e cognome: Massimo Cialente, che pare però innominabile. E’ un incapace cronico, siamo allo sbando ma continua a muovere i fili di questa città, non ha opposizione, non ha maggioranza, s’è seduto al tavolo con l’amico Luciano e lì, hanno “concertato” le strategie per il masterplan. Cioè quelle risorse che il Governo Renzi ha destinato al Mezzogiorno per “recuperare il ritardo industriale ed economico” che per l’Abruzzo vuol dire 753milioni di euro fino al 2020, e 138milioni e mezzo di euro per il biennio 2016-2017. C’è qualcuno che abbia gli attributi per chiedere a Cialente, con quale “indirizzo” abbia detto all’amico Luciano cosa volesse per la città che amministra? Forse glielo dirà De Matteis che aveva chiesto una seduta straordinaria sull’argomento, negata da Benedetti, evidentemente il presidente del Consiglio saprà ogni virgola del masterplan, e poi ridotta ad un ordine del giorno che diventerà una mera presa d’atto. Cialente gioca solo con l’amico Luciano e come al solito gioca male. 10milioni di euro su Collemaggio, senza avere la più pallida idea di cosa ne sarà di quell’area è schizofrenia pura. Zero centesimi per la ciclabile del capoluogo e 50milioni di euro per la “bike to coast” a Pescara, è uno sfregio che Cialente ha inferto ad una città silente, indifferente, litigiosa, incapace di fare squadra e di avere un’idea di futuro. Perché l’unica idea scalcinata di futuro è prerogativa di un sindaco completamente incapace di portarla avanti, in un decennio d’amministrazione, e di condividerla con chicchessia. Fosse pure il gatto di casa. Hanno dato molto all’Alto Sangro, 43milioni di euro e zero centesimi alle altre montagne dell’aquilano e del teramano. Cos’ha avuto Cialente a quel tavolo in cambio di questo piatto di lenticchie? La poltrona della Asl aquilana? E cos’altro ha ottenuto, in cambio del nulla per L’Aquila? E’ una brutta storia, D’Alfonso è pescarese e fa i suoi giochi, bisognerebbe capire chi fa quelli del capoluogo di Regione ormai. Non c’è rimasto nessuno. La comunità è avvelenata, Pietrucci è solo, il suo partito, il Pd, aveva Progetto L’Aquila, dei “giovani”, e chi sa quanta polvere continua a prendere nel cassetto perché oltre quegli intenti i “giovani” non sono andati e la maggioranza in Consiglio, quella relativa, quindi sempre il Pd, tace. La città è ormai a pezzi, se Cialente non lo riesce proprio a chiamare in causa nessuno, soprattutto dalla sua parte, non basterà una nuova tornata elettorale a rinnovare la brutta aria che si respira, d’altro canto l’opposizione sparerà qualche comunicato stampa e poi si ritirerà in buon ordine come al solito.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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