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MASTERPLAN, MA ANCHE SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE. DOV’E’ CIALENTE?
stampa pagina 11 marzo 2016
Il consigliere regionale Pietrucci, vorrebbe fossero riaperte le trattative per il Masterplan e contrattare meglio quanto spetta all’aquilano. E’ tardi, i giochi li ha fatti Massimo Cialente e non avremo altro. Vogliamo però sapere in quei pozzi di San Patrizio inseriti nel Patto per il sud, da distribuire alla cultura quali saranno le strategie, a chi andranno e perché. Il capoluogo di Regione non può pagare le scelte scellerate di un sindaco che non sente la città che lo ha eletto e che lavora solo per non staccare la spina alle cancrene delle istituzioni culturali storiche, che oltre a pagare i musicisti hanno a carico pesi, da novanta, di quadri dirigenziali, troppi, entrati perché sponsorizzati negli anni dai loro padrini. Gli 800mila euro come contributo straordinario alla Sinfonica e i fondi che Cialente ha stornato dal Gran Sasso per pagare i debiti degli enti sovvenzionati dal Fus sono danni alla collettività, che questo sindaco non ristorerà mai. L’asse Ue per lo sviluppo urbano sostenibile porterà investimenti nei quattro capoluoghi abruzzesi di oltre 23milioni di euro, per il presidente D’Alfonso sono già “pianificati” e ne ha illustrato il programma a Pescara qualche giorno fa, alla presenza dei rappresentanti istituzionali interessati. Chi c’era per L’Aquila? Il sindaco? Si può sapere oppure è una cosa per pochi? Le risorse saranno così distribuite: 2milioni di euro per l’informatica, 14milioni di euro per la mobilità sostenibile e 7milioni di euro per la riqualificazione culturale, recitava un’agenzia. Cosa significa “riqualificazione culturale”? Sono investimenti che riguardano il futuro dell’Aquila, e non avendo un Sindaco in grado di fare i fatti, fosse pure accentrando su di sé, ogni decisione, c’è da avere pesanti perplessità su quanto abbia deciso in perfetta solitudine e senza avere la più pallida idea del futuro di questa città, e il suo amico Luciano lo prende perfino in giro, tanto è più raffinato nelle strategie, nella formazione e nel pensiero: "Per evitare di compiere gli errori del passato - ha dichiarato - dobbiamo scegliere obiettivi concreti, realizzabili, finalizzati a risolvere i problemi delle città, utilizzando progetti reali. Dobbiamo imparare a ritrovare un minimo di impostazione programmatoria che oggi non c'è più. Non voglio immaginare che i quattro Comuni capoluogo, bombardati dalle emergenze, non abbiano avvedutezze nel ristabilire una logica di programmazione”. D’Alfonso sa bene che Renzi ha fretta di dire che ha speso i soldi per il Masterplan, quelli europei e nessuno deve pensare che rimandiamo i soldi indietro perché incapaci di fare progetti. L’Aquila, non è riuscita a fare un solo progetto con l’amministrazione Cialente, se non bazzecole di pochissimo rilievo, non credo che questo sindaco sia oggi in grado di fare meglio, non ha un’idea, non ha priorità, non sa che città verrà ma continua a muovere i fili per strategie di potere sotterranee che nulla porteranno alla rinascita.
Ale.c.
Il pungiglione
Taccuino
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