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RICOSTRUZIONE PUBBLICA: L’AQUILA HA FATTO LAVORI PER 262MILIONI DI EURO?
stampa pagina 15 marzo 2016
La propaganda che fa il responsabile dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Raniero Fabrizi, non fa certo bene alla città. E non solo la fa su quella privata, riesce a giocare anche su quella pubblica senza mai entrare nel dettaglio. I cittadini vogliono sapere a che punto sono le scuole, gli immobili dell’Università e le infrastrutture con i 23 edifici pubblici della città e della provincia dell’Aquila. Fare un unico calderone dove mettere 550 interventi, cioè di tutto di più, per poi scoprire che tra questi conta anche le messe in sicurezza della Protezione civile, non aiuta certo a capire lo stato dell’arte. Confonde. Non dovrebbe permettersi di fare propaganda, invece ci prova. Quando scrive che sui 104 interventi dov’è soggetto attuatore il Comune dell’Aquila, ha erogato risorse per più della metà dei cantieri previsti, (262milioni di euro su 425milioni) forza la realtà. Dica quante scuole, impianti sportivi, cimiteri ed edifici stanno finendo, se fosse vero. Sui due miliardi e 102milioni di risorse totali per la ricostruzione pubblica, evita di sottrarre gli 800milioni “spesi” dalla Protezione civile nell’emergenza e questo, da quando lui governa la fase ordinaria dopo i commissariamenti, droga il dato reale. L’Ater resta drammaticamente indietro come pure il Provveditorato alla Opere Pubbliche, enti che hanno risorse disponibili praticamente da sette anni, ma sono riusciti a spendere il minimo, neanche un terzo l’Ater (30milioni di euro su 92milioni e mezzo), meno della metà il Provveditorato (200milioni di euro su 534milioni). Diramare un dispaccio in rete secondo cui, sui 2miliardi e 102milioni di euro totali, l’Usra ha erogato un miliardo e 250milioni è una forzatura inaccettabile. Quali sono i 99 interventi del Ministero dei beni culturali? Boh, chi può dirlo. Al netto di quanto cerca di propagandare, a giudicare dal dato, scrive che giusto il 28,2% degli interventi è a quasi sette anni dal sisma concluso, poco più d’un quarto. Senza specificare i controlli sulla qualità di questa ricostruzione, i sopralluoghi sui cantieri e di quali immobili parliamo, visto che con la Legge Barca, quella che volle l’allora ministro per porre fine alla fase commissariale ed introdurre gli Uffici speciali, il non speso al 2012, soprattutto nella ricostruzione pubblica, ed era moltissimo, fu rimodulato sulle esigenze più impellenti del post sisma. Difficile quindi capire delle risorse Cipe messe a disposizione fin dal 2009, quanto è stato poi confermato in questi anni: perché non pubblicare uno schema? Purtroppo per noi, Raniero Fabrizi non riesce a garantire quell’indipendenza di azione e di pensiero dall’amministrazione comunale, in particolar modo da Di Stefano, l’assessore, dal quale, forse non lo sa, sicuramente non dipende. Se la strategia fosse quella di confezionare numeri e somme, per somministrarle alla gente, ci dispiace ma proprio non ci siamo e lo scriviamo. Intanto dica dei 104 interventi in capo al Comune dell’Aquila, cioè le proprietà dell’ente, di cosa parla e cosa è stato ultimato, tanto per cominciare, vorremmo poi fare i riscontri facendo un giro in centro storico.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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