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NEL PD VOLANO STRACCI E LA DE PAULIS CONTRO LEGGE, FA CICCIA DI PORCO


stampa pagina 16 marzo 2016

Cialente, Benedetti, D'Alfonso e la dirigente incaricata De Paulis Cialente, Benedetti, D'Alfonso e la dirigente incaricata De Paulis

Volano gli stracci in casa Pd e salta il Consiglio comunale di lunedì sul masterplan per il sud, non per l’indisponibilità del presidente D’Alfonso o del vice Lolli, oppure del consigliere Pietrucci, ma perché Cialente non saprebbe come dire alla città, che ha consentito che su 700milioni e rotti fino al 2020, per L’Aquila s’è accontentato delle briciole. Lui e nessun altro era seduto a quei tavoli, lui e nessun altro è stato l’artefice della spoliazione, ma la faccia non ce la mette mai. Ieri se ne sarebbero dette di cotte e di crude, perché poi pure se all’esterno stringono i denti e abbozzano un sorriso, dietro le quinte a Cialente gli fanno il mazzo, ma lui, bravissimo a fare i suoi giochi, detterà di certo i propri diktat ad una riunione di maggioranza che vuole per venerdì dove gli salveranno la faccia, svendendo L’Aquila una volta di più. E mentre la politica che comanda si scanna sugli scampoli di questa fine consiliatura, la dirigenza ad incarico fa ciccia di porco. Parliamo dei contrattini stretti da Enrica De Paulis, responsabile incaricata delle Ricostruzione pubblica, con quello che chiamerebbe “il mio staff”. Giovedì prossimo si terrà una commissione di garanzia su questi contrattini, per la gran parte dei quali intendiamo denunciare l’abuso. E che abuso. Non parliamo dei co.co.co o delle parentele varie di cui si vocifera da giorni, ma della violazione del Codice degli appalti che Enrica De Paulis è riuscita ad aggirare. Per molti procedimenti di ricostruzione di opere Pubbliche ha infatti nominato, senza richiesta né parere da parte dei rup, professionisti esterni con incarico di “supporto al rup” che in realtà sono fissi dentro gli uffici della ricostruzione pubblica, invece che esterni e liberi professionisti come la norma esige, collaborando direttamente con la dirigente, per le sue necessità di lavoro. Non vorremmo guardare troppo al capello ma scrivanie, luce, gas e telefono sono a disposizione solo dei dipendenti. Non risulta alcun indirizzo dell’organo politico per dare questi incarichi, non è stata seguita alcuna evidenza pubblica, se non generici elenchi da cui attingere, mentre i curricula, è evidente, non sono stati neanche letti. Può accadere per esempio che una consulenza giuridica sia stata data ad una persona che solo da poco ha superato la prova per iscriversi all’Ordine degli avvocati e può accadere che un incarico di supporto al rup, sia stato dato ad una persona esperta solo di ricostruzione privata. La legge, per consulenze d’oro di questo tipo, obbliga alte professionalità che invece non ci sarebbero. Giovedì prossimo usciranno anche parentele ed amicizie con la dirigenza stessa del Comune, ma chiudo tornando alla cosa più grave e ai ruoli di “supporto al rup” che la De Paulis ha preso pubblicamente come staff proprio. Perché oltre ad averlo ingaggiato in maniera arbitraria, lo paga con soldi della ricostruzione pubblica, visto che gli oneri derivanti da tali prestazioni sono compresi nel quadro economico del progetto, che lei starebbe “distraendo”, per pagare prestazioni generiche legate al proprio ufficio. Il ruolo di supporto al rup, è legato ad un unico e determinato procedimento, non ad un’ordinaria amministrazione dentro un ufficio e con ingenti costi che carica sulle spalle dello Stato, perché mentre un ingegnere o architetto comunale può guadagnare circa 1.300 euro al mese, i “supporti al rup” nominati fiduciariamente dalla De Paulis, senza guardare i curricula e senza sentire i rup sull’effettiva necessità dell’aiuto, stanno guadagnando 18mila euro, per sei mesi di prestazione. Soldi pubblici, distratti e sottratti ai progetti per la ricostruzione dell’Aquila. La dirigente al Personale Ilda Coluzzi, chi sa perché, non ha notato nulla. Chi sa che non ne usciranno delle belle giovedì prossimo, nel frattempo tra una risata, un risolino ed un caffè col “suo staff” speriamo che la Finanza e le Procure ci mettano subito le mani.


Alessandra Cococcetta




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