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GEOLOGI ASSENTI, DALLA PIANIFICAZIONE REGIONALE E DEL CRATERE
stampa pagina 5 aprile 2016
A sette anni dal terribile sisma del 2009, cerchiamo di capire com’è cambiata la figura del geologo e se quella notte ha insegnato qualcosa a chi pianifica le scelte di un territorio. “All’Aquila siamo una decina di geologi – spiega Silvio Tatoni – saremo forse 500 in Abruzzo, ma non pesiamo molto sulle scelte della politica”.
La stessa domanda la rivolgiamo a Nicola Tullo, presidente regionale dell’Ordine dei Geologi
All’Aquila si costruisce meglio, con tecniche nuove e perché si fanno indagini sui terreni, progettare meglio nel capoluogo e nel cratere è ormai prassi, è più difficile esportare queste regole in altre parti, la prevenzione continua a mancare.
Neanche il cratere riesce a distinguersi per una nuova cultura, fate parte degli Uffici speciali per la ricostruzione?
No, non ne facciamo parte, in realtà i geologi sono proprio assenti dagli enti pubblici. In Abruzzo non arriviamo a dieci, cinque in Regione forse tre nelle Province, non c’è una struttura o servizio geologico che studi le problematiche del territorio e tracci linee guida per terremoti e dissesti idrogeologici. Chiediamo un servizio dal 1992, le Autorità di bacino per la difesa del suolo convergeranno in macro aree, servirebbe un ufficio unico per la pianificazione.
L’Aquila lavora in questi mesi al nuovo Piano regolatore, quello vigente è del 1975, ma nel gruppo di lavoro manca la figura del geologo
E’ una mentalità sbagliata, dovrà diventare un obbligo. L’urbanista deve lavorare con il geologo è un errore separare i due ruoli. Il geologo mette le pezze per i pareri del Genio civile ci vorrebbe una maggiore professionalità.
La mancanza di un geologo potrebbe portare a costruire sulle faglie come decisero nel 1975 con quella di Pettino
Spero in valutazioni adeguate da parte del Comune dell’Aquila, se regge una costruzione sulla faglia ma poi parte una frana, non si potrà parlare certo di costruzioni in sicurezza. Occorre valutare bene.
Non credo che l’amministrazione abbia valutato adeguatamente il sottosuolo, vorrebbero realizzare la sede unica degli uffici comunali proprio sull’acqua…
Non sempre l’acqua è dannosa, spero che nel lavoro che si sta facendo trovino la giusta soluzione.
Dopo quella terribile notte, anche fosse facessero un progetto in sicurezza, spenderebbero dieci volte di più per le fondamenta, sono soldi degli italiani…
Non spetta a me fare queste valutazioni. Ma il sorriso del dottor Tullo, pare dire invece tutto.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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